Le residenze sabaude: Palazzo Reale a Torino

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Non si può visitare Torino senza ripercorrere le orme dei Savoia e dei loro palazzi. Utilizzati come residenze o rifugi, essi erano così numerosi e importanti per la regione che molti di loro sono diventati siti patrimonio dell’Unesco. E’ quindi superfluo dire che una visita ad alcuni dei palazzi di Torino è un must per ogni viaggiatore.

Nel capoluogo piemontese, oggi, sono almeno sette le residenze sabaude adibite musei o attrazioni turistiche. Certo, la dinastia dei Savoia si espanse ben oltre Torino con molte altre ville fuori città ma Torino è il fulcro delle loro vestigia.

Nessun libro o articolo può minimamente avvicinarsi alla vera sensazione di visitare questi maestosi palazzi di Torino. Se sei alla ricerca di un’esperienza coinvolgente e sei pronto ad ammirare un’architettura incredibile, splendidi giardini e rivivere anni e anni di storia, ecco la guida perfetta per te.  

Per capire un po’ di più sui palazzi torinesi e sulla loro storia, vediamo brevemente chi erano i Savoia. La dinastia dei Savoia si fa risalire fin dal 1003, e hanno dominato nel corso dei secoli su vari territori tra cui Sicilia, Sardegna e Piemonte. La famiglia Savoia è celebre per avere unificato l’Italia nel 1861 e per aver governato fino a dopo la seconda guerra mondiale nel 1946.   

A partire dal XVI secolo circa, i Savoia costruirono nei loro domini numerose residenze e palazzi, oggi conosciuti come Residenze della Casa Savoia. Nel 1946 la famiglia fu rovesciata e la repubblica rivendicò i palazzi per uso dello stato e ciò segnò la fine del Regno d’Italia (1861-1946). 

Sebbene il Palazzo Reale di Torino rappresenti oggi un sito museale, in realtà è stato la sede del potere dei Savoia per almeno due secoli ed è considerato una delle residenze reali storiche meglio conservate d’Europa.  

Durante la sua esistenza, ha subito diversi progetti di costruzione aggiuntivi: probabilmente l’aggiunta più famosa al palazzo è la Cappella della Sacra Sindone, costruita per ospitare il celebre lenzuolo di lino con impressa l’immagine di Gesù

Palazzo Reale Torino prezzi: la visita ha un costo di 15 euro per il biglietto intero e 2 euro per il biglietto ridotto e include il tour completo di tutti gli ambienti descritti di seguito che andiamo a scoprire nel dettaglio.

Palazzo Reale Torino orari: 9-19 dal martedì alla domenica.

I Giardini Reali

I Giardini Reali di Torino sono circondati da bastioni del XVII secolo e furono ridisegnati da André le Nôtre, vera celebrità per quanto riguarda le architetture di giardini nel 1600, per Vittorio Amedeo II.

Questa importante area verde della città è stata in realtà ispirata al parco ubicato intorno alla Reggia di Versailles a Parigi ed è stata pensata per la prima volta nella seconda metà del XVI secolo, quando fu originariamente fatta costruire da Emanuele Filiberto di Savoia dopo aver spostato la capitale del suo ducato da Chambery a Torino.

Negli ultimi anni, i Giardini Reali hanno ospitato sotto le loro querce e castagni una serie di eventi estivi inerenti il mondo della musica e del cinema diventando anche un importante punto di incontro culturale.

La Cappella della Sacra Sindone

La Cappella della Sacra Sindone è un’opera architettonica realizzata dall’architetto Guarino Guarini, realizzata nel capoluogo piemontese alla fine del XVII secolo e considerata in maniera unanime un vero e proprio capolavoro del barocco italiano.

La Sindone di Torino è un lenzuolo di tela di lino che porta impressa l’immagine di Gesù di Nazareth e si ritiene che il tessuto rappresenti il sudario funerario in cui fu avvolto dopo la crocifissione.

La cappella fu commissionata dal Duca Carlo Emanuele I di Savoia per esporre il prezioso telo della Sindone che la famiglia ducale sabauda aveva custodito per alcuni secoli.

Esternamente la cappella si presenta come un edificio a pianta quadrata che comprende sia la Cattedrale che il Palazzo Reale. 

È all’interno che si materializza il genio barocco del Guarini: ai lati dell’altare maggiore si trovano due portali in marmo nero che conducono a due scalinate con bassi gradini semicircolari. Al termine di queste scalinate si accede a due vestiboli circolari paralleli delimitati da tre gruppi di colonne in marmo nero. Da qui si può ammirare la cappella, a pianta circolare dove, al centro, svetta l’altare barocco che custodisce la Sindone in una teca d’argento e vetro. Il pavimento presenta un disegno in marmo bianco e nero mentre grandi stelle di bronzo incastonate in marmo bianco riflettono la luce dall’alto. 

La cupola, infine, è composta da sei livelli di archi inclinati verso la sua sommità, creando l’effetto ottico della maggiore altezza. Gli archi, memori dell’eredità gotica, sono strutture leggere da cui entra la luce.

La Galleria Sabauda

La Galleria Sabauda è stata istituita nel 1832 per concessione di Carlo Alberto e contiene i dipinti dell’antica collezione dei Duchi e dei Re di Savoia. È considerata una delle più importanti gallerie d’arte nazionali dato che, oltre alle collezioni sabaude e all’ampio repertorio di opere dei maestri italiani e della scuola piemontese, vanta anche una prestigiosa collezione di dipinti olandesi e fiamminghi.

La Galleria venne inizialmente allestita nel piano nobile situato a Palazzo Madama ma, nel dicembre 2014, ha cambiato sede e le sue collezioni sono state riallestite nella cosiddetta “Manica Nuova” di Palazzo Reale.

Tra le opere dei maestri italiani dal Trecento al Cinquecento si possono ammirare dipinti di Beato Angelico, Pollaiolo, Filippino Lippi, Mantegna e Paolo Veronese. Fanno bella mostra anche opere di pittori piemontesi meno conosciuti quali Martino Spanzotti, Defendente Ferrari, Macrino d’Alba e Gaudenzio Ferrari.

La Galleria Sabauda vanta, come detto, anche una ricca presenza di dipinti di scuola fiamminga e olandese dal Quattrocento al Seicento: straordinari per importanza e qualità pittorica sono il Ritratto di vecchio di Rembrandt, le due tele raffiguranti Ercole e Dejanira di RubensI figli di Carlo I d’Inghilterra e Il principe Tommaso di Savoia-Carignano a cavallo, di Van Dyck

L’Armeria Reale

L’Armeria Reale di Torino nasce quando negli anni Trenta dell’Ottocento Carlo Alberto, re di Sardegna, iniziò a collezionare armi dei Savoia nella Pinacoteca Beaumont che fino ad allora aveva ospitato i grandi dipinti trasferiti alla Pinacoteca Reale.

Quella che allora era conosciuta come “Armeria Antica e Moderna” fu allestita con cura dal suo primo direttore Vittorio Seyssel D’Aix, capitano di artiglieria, e inaugurata nel 1837 dopo aver raccolto pezzi dagli arsenali di Torino o Genova oltre che dal Museo di Antichità.

Negli anni successivi l’Armeria rilevò la Sala della Rotonda, uno spazio progettato da Pelagio Palagi, per esporre una collezione di armi orientali e le collezioni personali di Carlo Alberto e Vittorio Emanuele II. Oggi, l’Armeria ospita addirittura più di 5.000 oggetti che vanno dalla preistoria fino ai primi anni del 1900 insieme alla collezione di monete di Carlo Alberto e una selezione dei suoi oggetti d’antiquariato e dei suoi beni più preziosi. Una delle parti più importanti della galleria, fino ad oggi, è la sezione dedicata alle armi e alle armature del XVI secolo

La Biblioteca Reale

La Biblioteca Reale di Torino è situata all’interno del piano terra del Palazzo Reale di Torino ed è stata a sua volta insignita del titolo di Patrimonio Unesco.

La Biblioteca fu fondata nel 1842 con lo scopo di raggruppare e salvaguardare i manoscritti raccolti da Casa Savoia e fu allestita dal pittore e decoratore Pelagio Palagi.

Al suo interno contiene circa 200.000 volumi a stampa, 4.500 manoscritti, 3.055 disegni, 187 incunaboli anteriori al 1501, 5.019 libri cinquecenteschi, 20.987 opuscoli, 1.500 lavori su pergamena, 1.112 periodici e 400 album fotografici, mappe, incisioni e stampe.

Tra i capolavori contenuti all’interno troviamo delle opere di Leonardo che includono il suo presunto autoritratto, il suo studio per la sua Vergine delle rocce e quello per Il Battesimo di Cristo realizzato insieme ad Andrea del Verrocchio e ad altri pittori di bottega.

Il Museo dell’Antichità

Il Museo Antichità Torino si compone di diverse sezioni: quella dedicata al capoluogo piemontese, con la mostra di Archeologia a Torino, quella intitolata “il Territorio”, impreziosita da resti di castelli e monasteri medievali, corredi funerari longobardi e testimonianze risalenti all’età del Ferro e del Bronzo e quella denominata “le Collezioni“, nucleo “storico” del Museo e sede dell’allestimento del Papiro di Artemidoro. Il piano interrato è sede dal 2013 del rinnovato allestimento del Tesoro di Marengo e della suddetta mostra di Archeologia a Torino che presenta i materiali archeologici della città, provenienti dalle collezioni degli studiosi del Cinquecento e impreziosita dai reperti dei secoli successivi confluiti nella collezione reale, insieme alle nuove acquisizioni derivanti da recenti scavi archeologici.

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