Valle Santa, da Rieti al monte Terminillo

Valle Santa, da Rieti al monte Terminillo

Il cuore dell’Italia è stato idealmente posto nella città di Rieti, nel Lazio, tant’è che anche l’erudito Marco Terenzio Varrone, che qui visse intorno al I secolo AC, la definì Umbilicus Italiae (Ombelico d’Italia). Posta sulla riva destra del fiume Velino e considerata la città più importante della cosiddetta Valle Santa, Rieti sorge al margine della Piana Reatina che anticamente era occupata dalle acque palustri del Lacus Velinus, ma che venne bonificata durante il periodo romano, operazione che, stando ai fatti dell’epoca, creò un varco fra il calcare accumulatosi negli anni e che, cadendo, generò le cascate delle Marmore.
Oggi Rieti è una affascinante città medievale, il punto di partenza per un itinerario che tocca i vari comuni della Valle Santa, un’area di selvaggia bellezza che racchiude in sé avamposti della fede che ricordano i luoghi e gli spazi ai piedi del monte Terminillo dove San Francesco operò le sue gesta.

La città laziale, quindi, si pone come un ottimo primo passo per conoscere meglio questa zona d’Italia alla quale non sempre viene dedicata la giusta attenzione, ma che per la sua bellezza, le sue architetture e il profumo dell’aria che sa ancora di buono e di antico, ha un grosso potenziale da assaporare. Rieti, primo paese della Valle Santa da visitare, accoglie il viaggiatore con la sua imponente cinta di mura medioevali, arcana simbologia di un passato lontano, quando la cittadina visse un periodo di grande splendore poiché prediletta dai papi dell’Età di Mezzo che qui amavano risiedere più volte all’anno, sopratutto in virtù della vicinanza relativa con Roma.

Da non perdere a Rieti una visita alle tre grandi chiese che imponenti si levano a scandire lo spazio urbano della città: San Francesco, San Domenico e Sant’Agostino. Bellissima anche la Cattedrale di Rieti dedicata a Santa Maria Assunta che venne realizzata nel 1109 in stile romanico, ma venne poi rimaneggiata pesantemente durante il periodo barocco. Al suo interno, opere di grandi maestri come Andrea Sacchi e Bernini.

Proseguendo lungo il percorso storico, religioso e paesaggistico che offre la Valle Santa, si arriva a Cantalice, divisa in due da una lunga scalinata di pietra che si inerpica su di uno sperone del monte Terminillo e sul quale sorge la chiesa dedicata a San Felice con nei pressi anche una torre difensiva.

Poggio Bustone è il paese che, invece, domina la Valle Santa, aprendo la visuale su panorami di straordinaria bellezza. Emblematica è, inoltre, la Porta del Buongiorno, la porta della città che secondo la leggenda un giorno venne varcata da San Francesco che salutò il popolo con un suo “Buongiorno brava gente!”.

Anche Rivodutri ha una sua porta misteriosa: infatti, all’interno del paese, fra stradine e vicoli tortuosi, è possibile trovarsi dinanzi alla Porta Alchemica (detta anche Porta Santa), decorata con rilievi dal significato simbolico ed enigmatico.

Sul lato opposto della Valle Santa, invece, sorge Greccio, il paese famoso per essere stato il primo ad ospitare il Presepe Vivente realizzato proprio da San Francesco nel 1223. Oggi, precisamente durante il periodo natalizio, viene riproposta una fedele rappresentazione storica dell’evento religioso. Greccio e il santuario della città sono stati inoltre dichiarati patrimonio dell’umanità dall’Unesco.

Per ultimo sul nostro itinerario troviamo Contigliano, abbellita da palazzi nobiliari che ricordano i fasti e la ricchezza di un tempo, e Posta, città di fondazione angioina.

Nel nostro viaggio alla scoperta della Valle Santa non potevano, però, non spendere una parola per il monte Terminillo, il gigante buono che veglia su questa splendida aerea e che custodisce la reliquia di San Francesco.

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