Uno scorcio inedito di Torino, in un sabato pomeriggio dall’aria triste e autunnale

Uno scorcio inedito di Torino, in un sabato pomeriggio dall’aria triste e autunnale

Nel momento in cui ti ritrovi ad avere un pomeriggio libero, e puoi girare tranquillamente sotto un sole che fa capolinea dietro le nuvole e che non ti soffoca, ti vien voglia di dedicare del tempo alla scoperta (o meglio riscoperta) della tua città. Nel mio caso è Torino, e la prima idea che mi viene in mente è la Mole Antonelliana.

Al costo standard di 6 euro (può essere ridotto se si è studenti, anziani, o se si sceglie la formula Museo del Cinema+Ascensore) si può di salire in cima, sul balcone soprannominato “tempietto”, e avere una magnifica vista della città a 360 gradi. L’ascensore, realizzata con pareti di cristallo trasparente, effettua la sua corsa a cielo aperto, percorrendo 75 metri (il piano da cui si parte è a 10 metri e l’arrivo è a 85).

Il cielo plumbeo e una leggera brezza di vento avvertono che l’autunno è ormai alle porte e conferiscono alla città un’aria grigia, più cupa e triste del solito. I portici di Via Roma, affollati dalla gente che approfitta dei saldi, le piazze più famose (Piazza Vittorio, Piazza Castello, Piazza Statuto), il Po che scorre, i quartieri collinari in lontananza, Superga e le montagne che presto torneranno ad imbiancarsi con la prima neve.

Dopo le millecinquecento foto per le quali vengo scambiata per una turista, scendo, e mi avvio a piedi verso Piazza della Repubblica, vicino alla storica Porta Palazzo, zona che ospita il mercato all’aperto più grande d‘Europa. Faccio la spesa ai banchi della frutta e della verdura, in mezzo a quella che è stata definita una Torre di Babele di suoni, odori, rumori, lingue e dialetti. L’italiano è quasi inesistente, lascia il posto al piemontese, al siciliano e all’arabo. Numerosi arabi e marocchini mi invitano a servirmi da loro, offrendomi un ulteriore ribasso sui prezzi.

La particolarità di questo mercato, infatti, è che si può (o meglio, si deve) contrattare, come avviene nei Paesi dell’Africa del Nord. Trovo alcuni utensili per la cucina a 1,50 euro l’uno, e dei vestiti estivi che, essendo scontati, riesco a pagare 3 euro l’uno.

Al sabato ha luogo il Balon, il mercatino dell’artigianato, che si dirama nelle stradine laterali. E’ possibile trovare tutti gli oggetti che state cercando, nel vero senso della parola. Siete in cerca di libri vecchi, mobili antichi, oggetti da collezione? Li troverete. Volete una bici? A partire da 10 euro ve ne portate a casa una.

Sembra davvero di essere in un altro posto, è quasi impossibile che questo angolo in cui la gente che urla e sbraita, in cui regna la confusione totale, faccia parte della Torino ordinata e precisa che gli italiani conoscono, quella del centro, con il Palazzo Reale, il Museo del Risorgimento, il Ristorante del Cambio, il più elegante, raffinato e costoso. E ancora la cioccolata calda da Pepino, il gelato da Grom, la cena dai Tre Galli, l’aperitivo/apericena in Piazza Vittorio, la movida che si scatena e si consuma ai Murazzi.

Torino, l’eterna città spaccata in due dai colori granata e bianco e nero, è una sorpresa continua, un luogo camaleontico e in continua evoluzione.

Krizia Ribotta

Giornalista freelance laureata in traduzione. Giovane 26enne con la passione per la scrittura e l’informatica, da anni collabora con siti, testate giornalistiche e blog in qualità di copywriter e traduttrice.

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