Una passeggiata lungo la Manzana de la Discordia spagnola

Una passeggiata lungo la Manzana de la Discordia spagnola


Uno dei luoghi più suggestivi e allo stesso tempo stravaganti di Barcellona è l’isolato di edifici diventato famoso con il nome di Manzana de la Discordia. Manzana, in spagnolo, ha un doppio significato, infatti vuol dire sia isolato che mela. Si tratta di un interessante e curioso riferimento alla mitologia greca, in particolare all’episodio che vede protagonista Eris, celebre per aver gettato la famosa Mela della Discordia sul Monte Olimpo, con l’ordine che venisse data alla dea più bella.

Lungo la Manzana de la Discordia è possibile ammirare tre edifici: Casa Batlò, Casa Amatller e Casa Lleó Morera. Purtroppo, però, tutti i turisti rimangono delusi, in quanto è possibile visitarli solamente dall’esterno, mentre non si può ammirare l’interno.

L’edificio più straordinario è senza dubbio Casa Batlò, intramontabile opera di Gaudì. L’artista, pur rimanendo fedele alla struttura originaria del 1877, ne ridisegnò completamente sia gli esterni che gli interni, evitando le linee dirette e gli angoli retti. La facciata, infatti, è tutta un’onda e un riflesso, ed il secondo piano, considerato il più importante in Spagna, è fronteggiato da quella che, dalla strada, dà l’idea di essere una serie di caverne in pietra fusa, per via delle pareti in pietra e in vetro.
L’intera costruzione sembra una metafora: le balconate vengono spesso paragonate alla dentatura di bestie preistoriche o delle celebri maschere carnevalesche, mentre il tetto, secondo una leggenda, dovrebbe rappresentare la figura di San Giorgio con il drago. Questo perchè le piastrelle appaiono come le squame di una creatura mitologica.
Nessuna casa di Gaudì sarebbe completa senza i comignoli luccicanti, che non sono però visibili da Passeig de Gràcia.
All’entrata vi è un salone molto semplice, il cui soffitto è vagamente ondulato ed è composto da balaustre piene di curve.
Le stanze al piano principale sono state create con il soffitto a spirale ed il vetro soffiato: ogni singolo elemento, dalle porte dell’ascensore alle balconate, è stato curato dall’architetto nei minimi dettagli.
Non essendo Casa Batlò aperta al pubblico, parte del mobilio è esposto nella Casa-Museu Gaudì di Parc Güell, e rispecchia ovviamente lo stile inconfondibile dell’artista che ha un tocco di genialità, originalità e stravaganza.

Casa Amatller, situata vicino a Casa Batlló, venne ultimata nel 1900 da Puig i Cadafalch, che la considerò la sua creazione più esuberante. E probabilmente lo è davvero. La facciata si ispira allo stile gotico catalano religioso, che è interrotto qua e là da tocchi decisamente più gioiosi, come le entrate gemelle di grandezza diversa e i portoni scolpiti. L’edificio è facilmente riconoscibile per via delle statue che ne ricoprono le pareti. Tra le altre, quella di San Giorgio e il drago e quella di una donna raffigurata nell’inconfondibile stile di art nouveau.
Casa Amatller è sormontata da un frontone a timpano rivestito in ceramica che nasconde uno scheletro metallico, molto simile a quelli che si possono trovare ad Amsterdam.
Un’occhiata fugace al salone d’entrata permette di farsi un’idea di come siano decorati gli interni, con vivaci piastrelle in ceramica, sculture in legno e vetri istoriati.

Più avanti, all’angolo, al numero civico 33, si trova la curiosa Casa Lleó Morera, opera di Domènech i Montaner che la costruì nel 1905.  Sormontata da splendide merlature, la facciata è piacevole agli occhi dei turisti soprattutto per via delle varie sagome con cui sono abbellite sia le finestre che i balconi sporgenti.
All’ingresso e al secondo piano, vivaci colori primari dominano i mosaici a motivi floreali.

Krizia Ribotta

Giornalista freelance laureata in traduzione. Giovane 26enne con la passione per la scrittura e l’informatica, da anni collabora con siti, testate giornalistiche e blog in qualità di copywriter e traduttrice.

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