Una giornata al Museo Horne a Firenze

Sono tante le perle nascoste o poco conosciute all’interno del tessuto urbano medioevale di Firenze. Una di queste è certamente il piccolo ma interessantissimo Museo Horne, la cui visita si consiglia a tutti coloro che volessero approfondire il proprio soggiorno in città senza limitarsi alle istituzioni museali e ai monumenti più noti.

La ricca raccolta d’arte del museo Horne non attira certamente un numero di visitatori paragonabile a quello di altre istituzioni cittadine, ma è senza dubbio un’occasione per entrare in contatto con alcuni aspetti della storia e della vita di Firenze, dal Medioevo alla fine dell’Ottocento.

Raggiungere a piedi il museo Horne è agevole per chiunque alloggi in una struttura nella zona storica della splendida Firenzcome lo Strozzi Palace Hotel, comodo, elegante e in posizione ottimale.

Situato nel cuore del centro storico, il museo sorge a breve distanza dal complesso monumentale di Santa Croce e dalla Biblioteca Nazionale

Lo si raggiunge in pochi minuti da piazza della Signoria, imboccando via della Ninna tra il Palazzo Vecchio e gli Uffizi, percorrendo poi per intero via dei Neri fino all’incrocio con via de’ Benci dove, all’angolo con il corso dei Tintori, è situato l’ingresso.

Il palazzo è sede della Fondazione Herbert Percy Horne, dal nome dello storico dell’arte, collezionista e architetto inglese che, all’inizio del Novecento, acquistò il palazzo oggi sede del museo. All’interno della sua residenza Horne raccolse, in pochi anni, una ricchissima collezione di oggetti d’arte che, alla sua morte, passò allo Stato italiano.

L’edificio stesso che ospita la fondazione – il palazzo Corsi – è un gioiello di architettura del Rinascimento, il cui progetto di ristrutturazione è attribuito a Giuliano da Sangallo. Oggi il palazzo ci si presenta nella veste conferitagli dai restauri promossi da Horne quando ne divenne proprietario, all’inizio del Novecento, e volle riportarlo al presunto aspetto originario.

Le collezioni del museo, costituite da dipinti, opere scultoree e arredi di vario genere, sono ancora oggi ordinate come le volle il collezionista, e permettono di compiere un’affascinante passeggiata all’interno di una dimora fiorentina del Rinascimento, godendo di capolavori artistici di grande rilievo.

Tra le opere pittoriche più importanti si segnalano il Santo Stefano di Giotto, una Madonna col Bambino di Simone Martini, il Cristo deposto di Filippo Lippi, una tavoletta della predella con le Storie di San Giuliano di Masaccio, e poi opere di Pietro Lorenzetti, Lorenzo Monaco, Agnolo Gaddi, Bernardo Daddi, Benozzo Gozzoli, Luca Signorelli, Filippino Lippi, Piero di Cosimo, Domenico Beccafumi, Dosso Dossi ecc.

Tra le sculture, opere di Antonio Rossellino, Andrea della Robbia, Jacopo Sansovino, Desiderio da Settignano, Bartolomeo Ammannati, Giambologna, un bozzetto di Gian Lorenzo Bernini e altre.

Molto ricche e non meno interessanti sono poi le raccolte di ceramiche, mobilio rinascimentale, utensili d’epoca, monete ecc.