Un viaggio di studio e lavoro in Australia

Chi intenda organizzare un viaggio di studio e lavoro in Australia dovrà tener conto di alcune questioni organizzative.

È necessario anzitutto ottenere un visto, il Working Holiday Visa, che consente alle persone con un’età compresa tra diciotto e trent’anni di trascorrere nel paese un periodo massimo di due anni, come turista e lavorando. Per i cittadini italiani – grazie ad accordi esistenti tra i due stati – ottenere questo tipo di autorizzazione è semplice, ma c’è una tassa non rimborsabile di 420 euro che deve essere anticipata affinché la procedura vada a buon fine. Fino alla scadenza dell’autorizzazione, al titolare è permesso entrare e uscire dal paese, lavorare per un periodo massimo di sei mesi per ciascun datore di lavoro o intraprendere un percorso di studi.

Chi invece riesce a ottenere un posto di lavoro prima di partire può usufruire della Standard Business Sponsorship, in cui è il datore di lavoro a garantire per la persona assunta. Ottenere questo tipo di autorizzazione non è affatto semplice, perché in questo caso è colui che assume a pagare le spese amministrative e a farsi carico della responsabilità della presenza di uno straniero nel paese: è evidente che un’azienda sarà disposta a farlo solo in presenza di un’elevata professionalità del candidato. In questo caso, sarà però possibile rimanere in Australia per un periodo più lungo, fino ai quattro anni, al termine dei quali sarà possibile fare richiesta per ottenere la residenza permanente.

Prima di partire, è necessario inoltre ottenere una traduzione giurata del casellario giudiziale e dei carichi pendenti: per questo basta rivolgersi a una seria agenzia di traduzione.

Una volta superata la questione del visto e della traduzione dei documenti giudiziari, è opportuno organizzarsi per disporre di una copertura sanitaria. I cittadini australiani godono di un buon sistema sanitario gratuito e gestito dall’autorità pubblica, e possono anche scegliere di rivolgersi a strutture private, vedendosi riconosciute il 75% delle spese. Questo sistema – che si chiama Medicare – coinvolge anche tutti coloro che dispongono della Permanent Residency, ma non coloro che hanno solo una sponsorizzazione o un Working Holiday Visa. Nel caso dei cittadini italiani, la copertura sanitaria è garantita per sei mesi a partire dal momento del primo ingresso, ma, al fine di non dover anticipare le spese, bisogna essere titolari di una carta Medicare, che deve essere richiesta e ritirara in appositi uffici.

A questo punto, prima di partire per l’avventura,  non rimane che organizzare i voli e trovare un alloggio.