Trasformare casali in B&B

Il bed & breakfast è un settore che non conosce crisi. Iniziato nei primi anni ’90, ha avuto un vero e proprio boom dal 2000 in poi, tanto che negli ultimi dieci anni si è passati dalle 2000 unità alle oltre 22.000 strutture presenti su tutto il territorio nazionale. Molti italiani, rimasti affascinati da annunci immobiliari particolarmente vantaggiosi, sinonimo di vero affare, hanno acquistato una cascina abbandonata o un casale da ristrutturare non solo come ottimo investimento, ma anche per trasformare “un vecchio rudere” in un’attività redditizia.

Alcuni hanno preferito mantenere il proprio lavoro e dedicare solo parte del proprio tempo a questa nuova professione, altri invece hanno fatto una scelta di vita più radicale e, con tutta la famiglia al seguito, si sono trasferiti nel B&B per occuparsi della gestione a 360°.


Nata come una nuova formula per soddisfare le esigenze dei turisti di passaggio, pian piano i Bed & Breakfast sono diventati una delle mete preferite delle famiglie italiane per soggiorni brevi (o di modesta durata) fino a diventare, oggi, più richiesti di hotels a 3 o a 4 stelle con i quali competono nella qualità dei servizi e nelle offerte disponibili. Per tutti coloro che pensano di avviare un B&B è necessario verificare la Legge Regionale del territorio di appartenenza sulle “attività ricettive a conduzione familiare”, perché le disposizioni cambiano da regione a regione. Ad esempio, nel Lazio la legge di riferimento 13/2007 e la successiva legge 16/2008 sulla disciplina delle strutture extra alberghiere, impongono che in un Bed & Breakfast ci siano un massimo di 3 camere (corrispondenti a 6 posti letto), un divieto di permanenza non superiore ai 90 giorni consecutivi e un periodo di chiusura della struttura variabile dai 30 ai 60 giorni (o consecutivi o distribuiti durante l’anno).

Diversamente, in Toscana la Legge Regionale vigente 42/2000 prevede un massimo di 6 camere (pari a 12 posti posti letto), nessuna limitazione circa il soggiorno degli ospiti e l’apertura della struttura anche tutto l’anno.

Tutti i B&B sono accomunati da alcuni obblighi fondamentali:

1. Comunicare le generalità dei clienti alle competenti autorità locali di Pubblica Sicurezza.

2. La reperibilità del titolare 24 ore su 24.

3. Impianti elettrici, a gas e di riscaldamento a norma di legge.

4. Camere doppie di almeno 14 mq e singole di almeno 8 mq (con bagno indipendente).

5. Pulizia quotidiana di tutti i locali.

6. Servizio di colazione accurato nel rispetto delle norme igienico-sanitarie.

7. I prezzi sempre esposti e ben visibili all’interno della struttura.


Nella
maggior parte delle regioni italiane l’attività gode di procedure amministrative molto semplici: non è obbligatoria l’iscrizione alla Camera di Commercio né l’apertura della Partita Iva perché se la struttura non è operativa tutto l’anno non è ritenuta “attività d’impresa”. I titolari del B&B, in base agli obblighi IRPEF, sono sottoposti a dichiarare i guadagni come “redditi diversi” e godono di una tassazione molto più leggera. Gli edifici con un massimo di 3 camere gestiti da privati che svolgono anche un altro lavoro non possono usufruire di finanziamenti, ma si possono inoltrare domande per ottenere contributi regionali. Gli “affittacamere” (la cui attività è simile ma diversamente regolamentata), sono sottoposti a regime di Partita Iva e possono ambire ad ottenere finanziamenti al 50% a fondo perduto e al 50% a tasso agevolato.


Sempre in materia di benefici, occhio anche alle nuove opportunità contenute nel recente “Decreto del Fare” del governo perché ci sono nuovi bandi disponibili: un motivo in più, sopratutto per i giovani desiderosi di mettersi in proprio, di intraprendere una nuova e gratificante attività.

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