Street Art a Palermo contro la mafia: il parcheggio dell’hotel Ibis Styles ospita una rassegna

ibis-styles-palermoPalermo, 26 febbraio 2014 – Un pezzo di muro può parlare e un parcheggio può diventare una galleria d’arte en plein air dove passanti inconsapevoli diventano visitatori coscienti. E’ il progetto ambizioso dell’Ibis Styles Palermo di via Francesco Crispi. Un mostro tentacolare alimentato dall’omertà della gente, i simboli massonici, ma anche geometrie colorate in divenire, volti e mani che si ribellano, sino al volo di una colomba bianca per urlare un messaggio positivo. L’albergo, che fa parte della catena Accor Hotels, è stato inaugurato lo scorso 23 luglio grazie alla scommessa dell’imprenditore catanese Salvo Zappalà, da molti anni impegnato nel settore turistico/alberghiero e del tour operating e che ha portato a Palermo una  nuova filosofia: uno stile architettonico sobrio ma dai colori vivaci, che ha trasformato in elegante promenade quella parte di “Cala” un po’ sbiadita degli ultimi anni. Adesso una nuova pennellata di colore. Dopo aver preso in gestione il parcheggio alle spalle della struttura (40 posti gratuiti per i clienti dell’hotel) la decisione di “colorarlo” per lanciare un messaggio.

Sette gli artisti specializzati nella street art chiamati a raccolta a Palermo, anche dall’estero, per realizzare cinque opere sul muro di cinta del parcheggio.  “L’Ibis Styles Hotel Palermo promuove una rassegna di street art, con l’obiettivo di offrire spunti di riflessione alla società civile siciliana – spiega Zappalà – oggi più che mai invasa dalle massonerie, dalle caste politiche e dalle cosche mafiose. Agli artisti selezionati è stato chiesto espressamente di rappresentare secondo la loro visione tutte le forme di sopraffazione provenienti dall’illegalità che, per usare un neologismo, vogliamo definire MASSOCASTECOSCHE”.

I sette artisti sono in questi giorni impegnati nella realizzazione delle opere. L’inaugurazione e la presentazione ufficiale è prevista per sabato 1 marzo alle ore 10.

Leave a Reply