Scoprire Roma attraverso i suoi tetti

Roma
Roma

“La forma vera della città è in questo sali e scendi di tetti […] e cupole che tondeggiano sul cielo in ogni direzione e a ogni distanza come a confermare l’essenza femminile, giunonica della città. […] Nulla di tutto questo può essere visto da chi muove i piedi o le sue ruote sui selciati della città.”

Così Calvino descriveva Roma in Palomar.

I ‘selciati della città’, oggi, sono sempre più ingombri di auto e motocicli, come se dei 2700 anni della città eterna quelli dell’età contemporanea avessero assorbito ogni altra impressione.

Per trovare scorci inconsueti bisogna allora cambiare prospettiva e guardare Roma dall’alto. Lo ha fatto l’illustratore Franco Bevilacqua che per mesi si è arrampicato sui tetti di Roma chiedendo ospitalità a parenti, amici, semplici conoscenti.

“I tetti sono fuori dal tempo, e per questo salvano il nostro tempo” afferma Bevilacqua. Lo si capisce all’alba, contemplando la mano che accarezza i marmi degli antichi palazzi e le figure alate dell’Altare della Patria riportandole alla luce.

Uno spettacolo inimmaginabile dalla compressione di spazi che caratterizza le strette vie del centro storico.

La vista sui tetti della città, per fortuna, non è appannaggio di attici privati: è possibile trovare un buon albergo con roof-garden in pieno centro storico a prezzi più che convenienti e stupirsi di ascoltare il canto degli uccellini durante la colazione e anche i locali più alla moda si stanno spostando le loro location sempre più in alto.

Perché, lontano dal sovraffollamento urbano e dai suoi rumori, Roma riscopre quella dimensione di intramontabile eleganza che ha incantato Hollywood con ‘La grande bellezza’ di Paolo Sorrentino.

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