Roma e l’Oriente: tra obelischi e piramidi

Se avete in programma un viaggio a Roma, ma siete stanchi dei percorsi più inflazionati, vi consigliamo un itinerario originalissimo per andare alla scoperta della città seguendo le tracce delle influenze orientali presenti nell’Urbe.

A Roma, nel periodo augusteo, sotto la spinta di una moda ispirata all’Egitto, vennero erette ben quattro piramidi delle quali però oggi ne sopravvive solo una, la famosissima piramide di Caio Cestio.

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Una vista dal Cimitero Acattolico della Piramide Cestia
(Autore Blackcat da Wikipedia)

Anticamente dovevano farle compagnia le due piramidi gemelle del Campo Marzio (poste a piazza del Popolo, al posto delle chiese del Bernini Santa Maria in Montesanto e Santa Maria dei Miracoli) e quella situata nei pressi di San Pietro, conosciuta anche come piramide di Borgo, distrutta poi da papa Alessandro VI per spianare la nuova strada di Borgo alessandrino. La nostra piramide Cestia invece svetta ancora oggi solenne nel quartiere di Testaccio. Fu costruita tra il 18 e il 12 a.C. dal settemviro degli epuloni, sacerdote cioè del prestigioso collegio preposto all’allestimento di banchetti rituali per gli dei, Caio Cestio che, seguendo la moda del tempo, progettò la sua tomba in forma proprio di piramide egizia. Quando si oltrepassa la piccola porticina d’ingresso, ci si trova a percorrere un lungo e stretto corridoio che conduce direttamente alla camera funeraria, dove tutto appare molto piccolo rispetto alla mole imponente dell’intero edificio. Sullo sfondo delle pareti si distinguono leggiadre figure femminili dipinte, ritratte mentre leggono, portano vasi lustrali o lunghe tibie. Circondate da candelabri, vasi e grottesche appaiono a chi guarda altezzose nelle loro vesti lussuose; sulla volta invece le fanciulle indossano i panni delle Vittorie. Certo i segni del tempo hanno cancellato quasi la totalità degli affreschi, ma l’incanto resta immutato.

Altro simbolo dell’Egitto sono certamente gli obelischi. Già in epoca romana, furono trafugati e condotti nell’Urbe quale simbolo di conquista di un grandioso popolo, per essere innalzati al centro del Circo Massimo, nel tempio di Iside (grande dea egizia) o in vari altri punti della città. Fu però grazie ad alcuni papi che molti di questi obelischi iniziarono ad essere posizionati al centro delle piazze rinascimentali e barocche regalando loro un aspetto ancor più caratteristico e andando spesso ad abbellire ulteriormente anche scalinate e fontane. I più famosi? Certamente i quattro fatti erigere da papa Sisto V. Il primo è l’obelisco del faraone Ramses II portato a Roma da Augusto nel 10 a.C. e collocato nella spina del Circo Massimo: il papa nel 1589 lo fece erigere al centro di piazza del Popolo, dove si trova ancora oggi. L’obelisco fu poi ulteriormente abbellito dalla fontana con leoni accovacciati, come sfingi, realizzata alla fine dell’800 dal Valadier.

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L’obelisco di piazza del Popolo
(Immagine da www.devisitapor.net)

Il secondo obelisco che fece erigere è quello situato in piazza San Pietro. Si tratta di un obelisco proveniente da Eliopoli, privo di geroglifici, che fu portato a Roma da Caligola nel 40 e collocato sulla spina del Circo di Nerone. Lì rimase a fianco dell’antica basilica di San Pietro fino al 1568, quando sempre il nostro Sisto V lo fece spostare per posizionarlo al centro della piazza. E’ l’unico obelisco antico di Roma a non essere mai caduto!

Il terzo, fu realizzato all’epoca dei faraoni Tutmosis III e Tutmosis IV (risalendo quindi al XV secolo a.C.) e in Egitto si trovava nel tempio di Karnak della città di Tebe. Fu portato a Roma per volere dell’imperatore Costanzo II nel 357 ed eretto nella spina del Circo Massimo, dove già si trovava l’obelisco oggi a piazza del Popolo. Venne ritrovato frammentato in tre pezzi nel 1587 e fu eretto nel 1588, in corrispondenza della Loggia delle Benedizioni del palazzo Lateranense in piazza San Giovanni, punto finale del segmento viario costituito dalla via Merulana – aperta appunto proprio da Sisto V – in continuità prospettica con la basilica di Santa Maria Maggiore.

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L’obelisco in piazza di Santa Maria Maggiore
(Immagine de L’Asino d’Oro)

 

Ed è infatti al centro di quest’ultima piazza che il papa fece erigere il quarto obelisco, quello realizzato probabilmente all’epoca di Domiziano ad imitazione degli obelischi egiziani e collocato insieme all’obelisco del Quirinale all’ingresso del Mausoleo di Augusto (oggi via Ripetta). Qui venne ritrovato nel 1527 insieme al gemello e fu eretto nel 1587, sempre per ordine di papa Sisto V ad opera di Domenico Fontana, proprio di fronte all’abside di Santa Maria Maggiore, a segnare il fuoco prospettico verso la basilica della nuova via Sistina. L’obelisco che si trova al centro di piazza del Quirinale, decora e arricchisce la meravigliosa fontana dei Dioscuri; ritrovato insieme al gemello sopra descritto, fu eretto in questa piazza molto più tardi rispetto a tutti gli altri e cioè nel 1786 per volere di papa Pio VI.

Si racconta invece che papa Innocenzo X, durante una passeggiata lungo la via Appia, abbia rinvenuto i resti di un altro imponente obelisco: incaricò il Bernini di operare un sostanzioso restauro, per farlo poi erigere nel 1651 in piazza Navona al centro della Fontana dei Quattro Fiumi. Questo obelisco fu realizzato all’epoca dell’imperatore Domiziano, imitando i modelli egizi e copiando interamente i geroglifici.

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L’obelisco in piazza Navona
(Immagine de L’Asino d’Oro)

La lista potrebbe continuare ancora… Roma è infatti la città con più obelischi al mondo! Buona caccia quindi!

Autore: L’Asino d’Oro Associazione Culturale (www.lasinodoro.it)

L'Asino d'Oro

L’Associazione Culturale “L’Asino d’Oro” nasce nel 2013 dall’incontro di tre giovani archeologi con la passione per Roma e l’Antico Oriente. Organizziamo ogni giorno visite guidate e passeggiate per andare alla scoperta di tutti i tesori artistici della Capitale, perché crediamo moltissimo nella promozione e nella diffusione della cultura.

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