Riccione, un sogno romagnolo fantastico e sconfinato

La Perla Verde, prodotto singolare e ricercato di una riviera adriatica che continua a mostrare i mille volti della tradizione e della modernità, le malie dell’industria del turismo e del divertimento intrecciate alla scia di una lunga e tormentata storia, che racchiude nello scrigno prezioso di un centro recentemente assurto a nuova vita e nel territorio limitrofo, le mille stratificazioni di una cultura raffinata e complessa, che ha visto transitare papi, imperatori, principesse e capi di Stato, nelle fortezze e nei castelli, nelle ville e negli alberghi, nelle colonie estive e nelle residenze signorili. Oggi Riccione indossa preferibilmente gli abiti di rappresentanza dettati dal marketing di un turismo più orientato al divertimento ed al relax, e quando parliamo di vacanze a Riccione quel che ci si affaccia all’orizzonte sono generalmente gli hotel 3 stelle Riccione, un concentrato di comfort e tecnologia, punta di diamante del miglior rapporto qualità/convenienza. Anche se poi, a ben guardare, di hotel a Riccione se ne trovano davvero di ogni classe e categoria, che siano ad 1, 2, 3, 4 e 5 stelle, sempre però nel solco di una vocazione all’accoglienza ed al risparmio.
Una storia lunga dicevamo, che passa per il castello degli Agolanti e attraversa i luminosi progetti del conte Giacinto Soleri Martinelli, lo stile liberty e l’epoca fascista da protagonista. Riccione diventa villeggiatura preferita del Duce e della sua schiera, accompagnato da Donna Rachele e i suoi figli, dai gerarchi e dagli uomini più potenti d’Europa, che si potevano incrociare lungo le stanze ed i corridoi del Grand Hotel o lungo il viale alberato del centro, ormai entrato nella leggenda. Trascorsa la guerra col suo pesante e sanguinoso strascico di morte e distruzione, Riccione raccoglie le fila di quanto le è rimasto, e riesce a rilanciare l’immagine di paradiso balneare, cavalcando con dedizione ed impegno il boom economico. Una indefessa operosità che la incoronerà definitivamente regina di un turismo non più selettivo ed esclusivo ma finalmente accessibile a tutti: vip, borghesia e proletari danzano fianco a fianco nelle balere e nei locali del centro e della collina di Coriano. Un successo clamoroso che giunge intatto e sfavillante fino all’esplodere delle discoteche, della night life e della disco music. Ma Riccione non è terra di conquista solo per il popolo più scatenato e irrefrenabile della notte, è anche la sabbia chiara e finissima di un litorale che corre tra mare e lungomare, percorso da lettini, ombrelloni, bar, bazar, attrezzature sportive e aree giochi; è il benessere ritemprante di Riccione Terme; i lustri luccicanti delle grandi boutique e delle vetrine dei negozi; l’adrenalina che schizza a mille sulle montagne russe di Acquafan, i delfini e gli habitat di Oltremare e poco più in là gli enormi squali dell’Acquario Le Navi di Cattolica. Riccione è il modernissimo Palacongressi in pieno centro cittadino, che in sinergia con Rimini Fiera rappresenta il più imponente centro fieristico europeo; sono i motori rombanti della Superbike che a 5 minuti di distanza divorano l’asfalto dell’autodromo di Misano Adriatico; ed è la notte rosa che avvolge turisti e residenti nei fervori e nella frenesia scoppiettante di una soffice nuvola rosa, venata di musica, spettacolo, buona tavola e da una sequela interminabile di eventi che si succedono giorno e notte in tutta la riviera.
Riccione è un sogno che non ne vuol sapere di abbandonare lo spazio fantastico e sconfinato della fantasia e dell’arte, dei piaceri della vita e di una vitalità in continuo, perenne fermento.