Piazza del Popolo: la porta di Roma

Piazza del Popolo: la porta di Roma

Simbolo della città di Roma, fu fin dalle sue origini la porta di ingresso in città per coloro che giungevano nell’Urbe dal nord, percorrendo la via Flaminia. La porta infatti, ai tempi dell’antica Roma, si chiamava proprio Porta Flaminia e apriva un varco all’interno delle possenti Mura Aureliane. A metà del ‘500 papa Pio IV Medici chiamò Michelangelo per un importante rifacimento, ma costui, ormai vecchio, passò la commissione a Nanni di Baccio Bigio il quale si occupò della sistemazione della facciata rivolta verso piazzale Flaminio.

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(Porta del Popolo. Fonte: plubosrojka)

Quattro imponenti colonne provenienti da San Pietro si innalzano ai lati dell’apertura centrale e all’interno dei grandi nicchioni furono collocate le colossali statue di San Pietro e San Paolo, appena rifiutate come decorazione per la Basilica di San Paolo fuori le Mura. Su tutto si nota la lastra con iscrizione dedicatoria e lo stemma papale sorretto da cornucopie. La facciata interna risale invece al 1665 e fu opera del Bernini. Papa Alessandro VII Chigi volle celebrare un evento particolare: la visita a Roma della regina di Svezia Cristina, appena convertitasi al cristianesimo.

Il nome della piazza si deve collegare invece alla costruzione della Chiesa di Santa Maria detta del Popolo perché fu costruita a spese del popolo ai tempi di papa Pasquale II nel 1099, anche se un’altra interpretazione ritiene che la parola latina “popolus” stia per pioppo, probabilmente rigoglioso in questa zona in epoche passate. Leggenda vuole che il papa scelse di edificare la chiesa proprio in questo punto per andare a sostituire un albero di noce cresciuto sulla tomba che conservava le ceneri di Nerone, il cui fantasma si racconta infastidisse i passanti. Chiesa di straordinaria importanza che custodisce al suo interno opere di immenso valore: due tele del Caravaggio (la “Crocefissione di san Pietro” e la “Conversione di San Paolo”) e ancora opere del Pinturicchio e di Raffaello, del Bramante e del Bernini.

Al centro della piazza svetta in tutta la sua imponenza il primo degli obelischi portato a Roma dell’Egitto. L’imperatore Augusto lo fece posizionare nel Circo Massimo e papa Sisto V nel 1589 lo volle al centro della piazza, dove possiamo ammirarlo ancora oggi. E proprio il 1500 come il 1600 furono i secoli delle grandi sistemazioni della nostra piazza del Popolo.

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(Piazza del Popolo vista dal Pincio. Fonte:  commons.wikimedia)

Fu a inizio ‘500 infatti che venne progettato quell’impianto urbano che divenne poi un modello: il Tridente. La piazza infatti è il vertice da cui partono tre importantissime strade: via del Babuino, voluta da Clemente VII e conclusa da Paolo III che conduce a piazza di Spagna; via del Corso, corrispondente all’antica via Lata, su cui si affacciano i palazzi del potere fino al Campidoglio e via di Ripetta, che affianca il Tevere fino a San Pietro.

E durante il ‘600 si devono in realtà gli interventi del Bernini e del Fontana per la realizzazione delle due chiese cosiddette gemelle: a guardar bene però non sono uguali affatto!

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(Le Chiese Gemelle. Fonte: romeartlover)

 

Ma l’eleganza e la raffinatezza di piazza del Popolo si devono in realtà al Valadier, l’architetto che, a inizio ‘800 e per volere di papa Pio VII, si occupò della sua sistemazione generale. Posizionò ai piedi dell’obelisco la particolare fontana formata da quattro vasche con i leoni in marmo in stile egizio; nei due emicicli della piazza dispose la Fontana della Dea Roma (ai piedi del Pincio) e sul lato opposto la Fontana del Nettuno; infine si dedicò alla realizzazione della grande Fontana con la mostra dell’Acqua Vergine sulle pendici del colle.

Non c’è da stupirsi se proprio questa piazza quindi è detta del “popolo”: un grande muro decorato con statue e sfingi sembra infatti idealmente accogliere ed abbracciare quella folla che da moltissimi secoli proprio qui, punto di accesso in città, sosta e passeggia, una piazza divenuta un vero e proprio salotto per tutto il popolo!

Autore: L’Asino d’Oro Associazione Culturale

L'Asino d'Oro

L’Associazione Culturale “L’Asino d’Oro” nasce nel 2013 dall’incontro di tre giovani archeologi con la passione per Roma e l’Antico Oriente. Organizziamo ogni giorno visite guidate e passeggiate per andare alla scoperta di tutti i tesori artistici della Capitale, perché crediamo moltissimo nella promozione e nella diffusione della cultura.

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