Oristano, Sardegna da scoprire

oristanoLa Sardegna è una Regione dalle grandi attrattive: anche se sono le spiagge le località turistiche più frequentate, tuttavia vi sono tante altre alternative per le proprie vacanze. Una delle zone meno conosciute è quella di Arborea, in cui sorge Oristano: proprio per il fatto di essere lontana dai circuiti turistici più frequentati si trovano ancora paesi dove vigono le tradizioni locali, nuraghi e spiagge selvagge e incontaminate. Si tratta di una zona dove l’alloggio ideale è rappresentato dai bed and breakfast: sono strutture molto spesso familiari ma dotati di tutti i comfort. Il soggiorno è quindi veramente apprezzato dagli ospiti e si caratterizza per i prezzi modici.

Creata solo nel 1974, la provincia di Oristano è compresa all’incirca all’interno dell’antico giudicato di Arborea, uno dei quattro che per ragioni ancora a livello di congetture si divisero l’isola a partire dall’Alto Medioevo. Dopo un periodo di 500 anni rappresentato dal dominio spagnolo e sabaudo si è riproposta questa continuità storica che ha anche un riscontro geografico. Il centro di Oristano sorge nel mezzo della costa occidentale della Sardegna, in un’area delimitata a nord dal corso del fiume Tirso, a sud dallo stagno di Santa Giusta e a ovest dal mare; a est, invece, il Campidano omonimo si estende verso l’Arborea.
Pur non conservando che pochi, isolati esempi di architettura medievale, mantiene un certo interesse storico e culturale per gli eventi legati al periodo giudicale. In particolare la storia di Oristano è connessa con quella di Eleonora, una delle figure femminili più interessanti e giudicessa di Arborea dal 1383 al 1404, anno della sua morte; a lei si devono la completa maturazione politica del giudicato e la realizzazione della Carta de Logu, codice esteso qualche anno dopo a tutta la Sardegna. Diventata nel 1974 il quarto capoluogo di provincia sardo, Oristano si è sviluppata rapidamente sia dal punto di vista industriale che da quello del terziario, anche grazie alla realizzazione del porto-canale.

Come per la maggior parte delle città sarde, le origini di Oristano sono molto oscure: si sa per certo che si tratta dell’erede dell’antica città nuragica di Tharros e che veniva chiamata nei secoli passati Aristiane o Aristanis. Anche se la forma urbana medievale era rimasta pressoché intatta fino all’Unità, nel 1862 l’impianto viario subì modifiche tanto radicali che l’intera struttura della città venne ribaltata; al giorno d’oggi ha uno sviluppo radiocentrico che si è realizzato a causa di successivi sventramenti. L’estensione urbana degli ultimi decenni è avvenuta a grossi lotti, quindi Oristano è una città ampia ma bassa, vivacizzata da campanili e cupolette: in particolare spiccano la torre di Mariano II e il campanile del Duomo. La prima è stata fatta costruire dal padre stesso di Eleonora d’Arborea, ha una struttura massiccia ed è uno dei pochi elementi superstiti della cinta muraria edificata per ordine del giudice nel 1291. Detta anche di San Cristoforo o Porta Manna, ha tre lati in conci di arenaria mentre sull’arco a sesto acuto che si apre dal quarto vi è un’iscrizione con la data di edificazione.
Il campanile, invece, è in parte duecentesco e in parte barocco: in particolare la cella campanaria è rivestita di mascheroni e sormontata da una cupola a cipolla rivestita di maiolica policroma. Anche la costruzione del Duomo duecentesco fu iniziata per volere del giudice Mariano II, ma gli interni e parte della facciata furono rifatti nel Settecento. Importante è anche l’Antiquarium Arborense, che ha sede nel Palazzo Parpaglia e che comprende un’interessante raccolta di reperti archeologici provenienti da Tharros e dal Sinis, risalenti all’età neolitica, nuragica, punica e romana.

Oristano conserva una forma compatta e solo leggermente allungata sull’asse viario principale: la cosa strana è che anche gli itinerari più noti che fanno capo alla città hanno un percorso circolare. Questo andamento esprime molto bene il carattere urbanistico e paesistico della regione. Infatti il territorio si distingue per paesi in pianura al centro di incroci rettilinei o stellari; le zone più fertili, ricavate dalla bonifica di Arborea, sono coltivate ad aranci. In più il territorio è contraddistinto da edifici religiosi di un certo prestigio, a partire dalla Cattedrale di Santa Giusta: si tratta di una costruzione imponente in arenaria in stile romanico, divisa in tre navate. Costruita nel 1135-1145, ha forme pisane influenzate da influssi arabi e lombardi. Sono da ricordare anche la le architetture religiose di Màssara, Bonàrcado e Solarussa. Oristano è anche il punto di partenza ideale per raggiungere gli scavi romani di Fordongiànus (centro noto per le sue acque termali), il suggestivo e leggendario Castello di Medusa e il nuraghe S’Uraki, uno dei più grandiosi della Sardegna.
Infine si ricorda che la costa della zona di Oristano è davvero bellissima: non ha nulla in meno rispetto alle altre spiagge dell’isola più conosciute e, al contrario, ha il pregio di non essere presa d’assalto dai turisti ogni estate. Si caratterizza per lunghi litorali di sabbia bianca e per un mare splendido e trasparente. Ad esempio, proprio nelle vicinanze della città di Oristano, si trova la spiaggia di Torregrande, che prende il nome da Sa Turri Manna: si tratta della torre di avvistamento più alta tra quelle costruite durante la dominazione spagnola sulle coste. Circondata da palme, è costituita di sabbia dorata ed è un punto di ritrovo per i servizi offerti e per gli sport che si possono praticare. Molto apprezzate sono anche le spiagge di Is Arutas e di San Giovanni.