MARCIALONGA LABORATORIO SULLA NEVE, ESITI DEL PROGETTO MARCIALONGA SCIENCE

Marcialonga e CeRiSM in pista all’ultima edizione della ski-marathon

Soddisfazione per una prima collaborazione con test scientifici di successo

La tecnica della doppia spinta analizzata in profondità

Marcialonga Science avrà di certo un futuro

 

 

Il progetto Marcialonga Science per la prima volta è sceso in pista lo scorso inverno con il CO della granfondo di Fiemme e Fassa e il Centro Ricerca Sport Montagna e Salute (CeRiSM) di Rovereto come primi promotori. Ventuno sciatori si sono volontariamente sottoposti a questo studio che intendeva indagare l’energetica e la biomeccanica dello sci di fondo, nello specifico durante la ‘Regina delle Granfondo italiane’ dello scorso 25 gennaio. Tutto è iniziato nel mese di dicembre 2014 ed è proseguito fino a dopo l’evento trentino, con valutazioni e misurazioni sull’impegno fisiologico e sull’affaticamento della muscolatura di arti superiori ed inferiori registrati su un anello di pista al Centro del Fondo di Lago di Tesero in Val di Fiemme, percorso in tecnica di scivolata spinta o doppia spinta, sempre più utilizzata dai fondisti quando si affrontano gare a tecnica classica.

Durante la prova di fine gennaio, inoltre, si è monitorato lo sforzo cardiaco grazie ad un cardiofrequenzimetro portato dagli atleti, un sistema GPS ha permesso di stabilire le velocità mantenute durante la gara, mentre un sistema di accelerometri ha consentito di riconoscere con precisione scientifica il passo sostenuto dagli atleti durante tutto il percorso.

I primi risultati, fanno sapere dal CeRiSM, mostrano come la Marcialonga generi fatica muscolare sia nella parte alta che bassa del corpo. In entrambi i distretti muscolari la fatica è risultata essere di tipo centrale e periferico, mentre, parlando ancora della doppia spinta, si è visto come anche gli atleti di medio livello utilizzino questa tecnica per il 93% dell’intera competizione, il passo spinta per il 2% e il passo alternato per il restante 5%. La frequenza cardiaca ha fatto registrare valori superiori alla seconda soglia per il 40% dell’intera gara, mentre il 57% della competizione è stato effettuato con valori di frequenza cardiaca compresi tra la prima e la seconda soglia.

Marcialonga Science, con cui collaborano anche le Università degli Studi di Verona, Milano e Torino, ha ricevuto il supporto tecnico e logistico in loco dello staff del Centro del Fondo in Val di Fiemme e delle Fiamme Gialle, e l’ottima riuscita di questa ‘prima volta’ lascia intendere ad una replica nell’immediato futuro per un progetto di ricerca condotto sul campo, ovvero su neve e non in laboratorio come accade nella maggior parte dei casi quando si tratta di ricerca scientifica.