L’isola d’Elba e l’esilio di Napoleone Bonaparte

Residenza di Napoleone all'Elba
Residenza di Napoleone all’Elba

L’isola d’Elba, al largo della Toscana, oltre per la bellezza del suo mare, è conosciuta in tutto il mondo per aver accolto nel 1814 l’esilio di Napoleone Bonaparte.

Sbarcato con 1000 uomini al seguito, Napoleone, che all’Elba era costretto dagli ‘accordi’ di Fontainebleu, si rivelò un amministratore molto attento agli affari dell’isola.

A lui si deve la costruzione del sistema viario che ancora oggi permette di percorrere l’isola fino ai suoi più nascosti angoli di bellezza e l’ammodernamento del sistema minerario.

A distanza di duecento anni il segno lasciato dall’imperatore francese è ancora così forte che l’isola ha ricordato con grandi festeggiamenti e rievocazioni storiche la sua pur breve permanenza.

Per un uomo abituato a governare un continente intero, tuttavia, una piccola isola nel Mediterraneo non poteva essere abbastanza e così, presto, i pensieri dell’ex imperatore tornarono a volgersi su Parigi, fino a pianificare la fuga del 26 febbraio 1815.

Napoleone abitò a Villa dei Mulini, scelta per la sua posizione di preminenza su una collina che domina l’isola, garanzia di un’ampia visuale sul porto e sul movimento di navi che vi attraccavano. Qui cercò di ricreare lo sfarzoso ambiente di corte a cui era abituato in Francia e nella biblioteca della villa si conservano ancora i suoi volumi personali.

Villa San Martino, invece, non ha avuto tempo di essere abitata, perché Napoleone fuggì prima, ma oggi è un museo che vale la pena visitare.

Vi si conservano stampe ottocentesche e la statua di Paolina Bonaparte ritratta come Galatea.

Eppure l’eredità storica dell’Elba, è molto più antica di Napoleone.

Come spesso accade ai luoghi ricchi di risorse minerarie, l’isola d’Elba è sempre stata contesa tra popolazioni di ogni sorta, ognuna delle quali ha lasciato un segno tangibile del suo passaggio sull’isola.

Per questo vi si trovano rovine etrusche nascoste all’interno della macchia mediterranea, torri di avvistamento spagnole e fortezze medicee, come l’imponente complesso architettonico che racchiude il centro storico di Portoferraio.

Forse la profonda affinità tra Napoleone e gli elbani è quella che si stabilisce tra isolani, difficile altrimenti spiegare come nessun altro abbia saputo rimanere nel loro cuore quanto Bonaparte il Conquistatore. Basti pensare che il 5 maggio, ogni anno, la sua morte viene ricordata con una messa presso la chiesa della Reverenda Misericordia a Portoferraio.

Per soggiornare all’Elba c’è solo l’imbarazzo della scelta, tanto è varia l’offerta ricettiva dell’isola, in particolare ci sono bellissimi hotel vicino a Procchio, proprio dove Napoleone progettava di stabilire la sua residenza estiva a Villa San Martino.

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