Lago Maggiore: un viaggio tra luoghi religiosi e specialità gastronomiche

Il lago Maggiore è una di quelle mete turistiche che riesce a mettere tutti d’accordo, grazie alla varietà dei suoi paesaggi, alla ricchezza dei suoi borghi storici, ricchi di arte, cultura e spiritualità. Ma anche grazie alla presenza di itinerari gastronomici in grado di attirare visitatori da ogni parte del mondo. Senza dimenticare poi la grande offerta di hotel, alberghi, case vacanza, b&b e camping village, dislocati su tutto il territorio che abbraccia il lago Maggiore, che permettono di soddisfare tutte le necessità.

Uno degli aspetti che distingue nettamente l’area del lago Maggiore è la ricchezza di luoghi e itinerari spirituali, che permettono di coniugare interessi diversi, come arte, cultura, religione, natura e gastronomia, e di accontentare i turisti più esigenti. Uno dei percorsi più gettonati dai turisti stranieri parte da Arona, dove è situato il Colosso di San Carlo, una statua imponente, alta circa 30 metri. Caratterizzata da un’anima di muratura e tralicci di ferro avvolti da lastre di rame, il monumento è collocato su un basamento di granito alto circa undici metri. Salendo in cima alla statua, grazie ad una scala interna, si riesce ad ammirare tutto il paesaggio sottostante e ad apprezzare uno dei panorami più belli dell’intera area. A seguire, troviamo la chiesa di Santa Maria risalente al XV secolo (ma probabilmente esisteva già nel XIII secolo). Consacrata nel 1488 e dedicata alla Vergine Nascente, la chiesa conserva al suo interno il Polittico della Natività del 1511di Gaudenzio Ferrari, costituito da sei meravigliosi pannelli dipinti.

Una volta completata la visita e allietato lo spirito, si può pensare ad una sosta gastronomica per rifocillarsi e proseguire con una passeggiata rilassante lungo le sponde del lago. Tra i ristoranti segnalati troviamo l’Albergo-Ristorante “San Carlo”, una struttura a picco sul lago curata nei particolari e completamente ristrutturata. L’albergo è a conduzione famigliare, vicinissima ad Arona, ma lontana dal frastuono cittadino. Presso il ristorante dell’albergo è possibile gustare piatti ricercati e sfiziosi, come il carpaccio di pesce spada affumicato con germogli di soia e pomodorini, crudo della Val Viggezzo con quenelle di formaggella mantecata, riso Carnaroli ai funghi porcini, riso al Gattinara e crema di Castelmagno, paccheri con brunoise al ragù di lago, strozzapreti con speck zucchine e zafferano, filetto di salmerino del Lago Maggiore, controfiletto di Fassone Piemontese al ristretto di Nebbiolo delle Langhe e tantissime altre specialità della casa. Durante la bella stagione è possibile mangiare sulla terrazza panoramica con vista lago, luogo ideale per una serata romantica. Da segnalare ad Arona anche l’Enoteca “ il Grappolo”. Arrivati qui si intuisce subito che si tratta di un ristorante un po’ diverso dagli altri. Il menù piuttosto corto garantisce la freschezza degli ingredienti e delle preparazioni, che variano ogni due settimane e che si basa su piatti tradizionali della cucina italiana, con qualche piccola variante. Ad ogni pietanza viene consigliato un calice di vino più appropriato per poter ottenere in questo modo l’abbinamento perfetto tra cibo e vino.

A questo punto non resta che scegliere tra i ravioli di patate con ricotta di capra, erbe aromatiche e sugo di asparagi, cannolo di pasta allo zafferano con ragù, carré di agnello al lardo aromatico, bagna cauda, polenta e tapulone, fonduta valdostana, fondue chinoise, zuppa di cipolle, taglieri di salumi con prodotti tipici del posto, forniti direttamente da produttori. Alcuni di questi sono davvero rari come ad esempio il vero prosciutto montano della Val Vigezzo, la carne secca prodotta a Macugnaga, i salumi del Divin Porcello, tra cui il filetto di maiale alle erbe alpine e la mortadella ossolana. I formaggi poi sono un vero fiore all’occhiello di questo ristorante. Tutti i prodotti caseari sono realizzati con latte di capra e latte vaccino non pastorizzato crudo intero e ottenuti da animali al pascolo, con sapori irripetibili e variabili, perché influenzati dall’alimentazione degli animali e dalla stagionalità. Terminato questo itinerario non resta che riposarsi per poi ripartire di nuovo, alla scoperta degli scorci più interessanti dell’area.