La Darbia: un vecchio casale trasformato in un residence turistico per amanti del vino

Il turismo enogastronomico in Italia rappresenta oggi un vero e proprio trend economico e da alcuni anni, nonostante la crisi generale che attraversa il nostro Paese, registra una forte crescita. Visitatori italiani, ma sempre più spesso stranieri, arrivano in Italia con l’obiettivo di esplorare le attrattive culturali e quelle paesaggistiche, ma anche con una grande voglia di assaggiare i prodotti tipici, vino in primis. A dimostrarlo è l’esperienza di Giancarlo e Matteo, due fratelli piemontesi che vivono nel magico paesino di Vacciago di Ameno, in provincia di Novara, dove da alcuni anni si occupano della gestione del loro residence case vacanza situato proprio sul lago d’Orta e della manutenzione del loro vigneto dedicato alla produzione di Nebbiolo.

La loro impresa è iniziata qualche anno fa, quando decisero di recuperare l’antico casale di famiglia, la Darbia, per ristrutturarlo a dovere e trasformarlo in un albergo diffuso immerso nella natura. E poiché durante i lavori di rifacimento è venuto alla luce un vecchio vigneto abbandonato, hanno deciso di recuperare anche quello per produrre Nebbiolo e offrirlo ai turisti in vacanza nell loro struttura.

“L’idea di ridare vita al vigneto – hanno raccontato Giancarlo e Matteo – ci è venuta inaspettatamente e allo stesso tempo in modo totalmente naturale: il vino è una delle nostre passioni e durante i lavori di ristrutturazione abbiamo ritrovato tracce di un antico vigneto, probabilmente risalente al 1700. Quindi, terminate le strutture principali, siamo subito passati alla piantumazione di una nuova vigna. Abbiamo consultato un agronomo per l’analisi del terreno e la scelta del vitigno più adatto e poi siamo passati subito all’azione. Il nostro sogno era quello di poter coltivare Nebbiolo e la conferma che potessimo farlo ci ha resi molto felici”.
I loro nonni erano contadini, da ragazzi andavano a vendemmiare nelle vigne degli amici e dei vicini e questo ha sempre alimentato in loro una grande passione per il vino, che nel tempo si è trasformata in una vera e propria attività.

“L’amore per il vino viene da lontano – hanno spiegato i due – Non si sta a tavola senza vino e il vino non è una bevanda come le altre. Io ho coltivato questa passione diventando sommelier, mio fratello è un amante e un grande intenditore di bianchi fermi e spumanti”.
Il loro progetto turistico è a buon punto, ma non è ancora finito: in programma c’è la realizzazione di una cantina per la produzione del vino e l’obiettivo finale è ottenere un prodotto originale e di qualità da poter offrire agli ospiti in visita alla Darbia.