La Ciociaria, una terra di costume

La Ciociaria, una terra di costume

Siamo nel cuore della Ciociaria, forse una delle zone più caratteristiche d’Italia per tradizioni, colori e cucina. Frosinone si distingue dagli altri comuni italiani perché pur essendo di limitate dimensioni (46.413 abitanti al 31-7-2015) ha una grande storia alle proprie spalle, fatta di cultura locale e dominio straniero, vittima di devastazioni e saccheggi a causa della sua interessante posizione nel Paese; oggi è un importante nodo commerciale del basso Lazio.

Ai piedi dei monti Lepini, coperto da un boschetto di castagni si trova l’agriturismo Il Castagneto. L’edificio è contornato da un’area protetta e dedicata all’allevamento di vitelli, maiali dalla cinta senese, pecore, cavalli e asini di razza amiatina. La signora Lucia prepara succulenti ghiottonerie cucinando la carne della propria azienda, rispettando le tradizioni e le caratteristiche della cucina ciociara. L’agriturismo è inserito in un panorama culturale degno di nota: il vicino borgo medievale, Fumone, Alatri con le sue chiese romaniche, Anagni, la cittadina famosa per aver ospitato Papa Bonifacio VIII nel XIII secolo.

La tradizione

È una regione non ben delimitata, avente confini più costumali che fisici, ma coincidente con la provincia di Frosinone. Interessante sapere che il nome “ciociaria” deriva da una tipica calzatura che in passato indossavano contadini e pastori. La caratteristica che rende unica questa regione è la grande dedizione dei suoi abitanti nel mantenere viva la passione tradizionale antica, composta da festività e manifestazioni uniche nel loro genere.

Tra le festività nazionali l’Epifania è quella più sentita, tanto che la tradizione ciociara ha costruito molte credenze locali sopra ad un evento così comune; fra queste l’usanza di prevedere l’abbondanza del raccolto, intuendola dalla qualità del tempo atmosferico nei dodici giorni fra Natale ed Epifania.
Inoltre nella campagna ciociare tra le ragazze prossime al matrimonio esiste l’usanza di gettare delle foglie d’ulivo sul fuoco la notte prima dell’Epifania, e dal loro comportamento capire se il grande giorno sarebbe arrivato o meno: se le foglie scoppiettavano e saltavano, le ragazze avrebbero potuto ritenersi fortunate, se le foglie bruciavano semplicemente, le speranze del matrimonio sarebbero cadute.

Tra le altre, la Festa di Sant’Antonio Abate, protettore degli animali, la Festa di San Biagio, protettore dei mali della gola.
E’ curiosa l’usanza che esisteva ad inizio secolo nel giorno di Giovedì Grasso: la tradizione voleva che venissero chiuse le strade della cittadina e cominciasse la cosiddetta “caccia alla bufala”. In breve veniva liberata una bufala, libera di rincorrere i paesani lungo le vie, ad imitazione della corrida spagnola. Alla fine della giostra l’animale veniva ammazzato e la sua carne distribuita a tutto il paese. Il periodo di Carnevale si chiude infine con il Martedì Grasso.

Anche il dialetto si distingue in questa piccola oasi di profumi antichi, tanto da avere una propria denominazione all’interno di dialetti italiani mediani. E’ chiamato “dialetto ciociaro” o “campanino” ed é parlato in parte nelle provincie di Roma e Latina, oltre che nel Nord della provincia di Frosinone.

La cucina

La cucina tradizionale ciociara esprime al meglio la cultura bucolica del posto, il mondo contadino e agricolo e sicuramente un agriturismo Frosinone è un buon punto di partenza per la scoperta di questa cucina il cui punto di forza della gastronomia frusinate è l’ottima qualità dei prodotti coltivati, preferibilmente cereali, ortaggi, vigne ed ulivi. Prende spunto dalla “cucina povera” romana adattandola alle tradizioni locali, le quali possono variare da zona a zona della regione. La cucina ciociara può essere definita come il risultato di un “melting pot” (crogiolo) di usi e costumi che si sono susseguiti gli uni agli altri in ordine delle diverse dominazioni straniere delle quali Frosinone è stata protagonista.

Queste usanze e questi valori vengono riproposti al meglio nella cucina della signora Lucia, all’interno dell’agriturismo Il Castagneto, luogo che attraverso un ambiente familiare e intimo riesce a trasmettere le sensazioni tipiche di un tempo. Nel piano inferiore la struttura dispone di un area dedicata alla degustazione dei prodotti tipici montani, nella zona superiore è dotata di camere con servizi, perfette per passare un fine settimana all’interno di questa cornice, non come visitatori, ma come ospiti.

Leave a Reply