La Cappella di San Severo: il cuore esoterico di Napoli

Cappella San Severo
Cappella San Severo

Di Napoli, la città più solare d’Italia, pochi sospettano il volto misterioso che si nasconde dietro le facciate barocche.

Eppure il 1700 non ha lasciato in eredità alla città solo splendide chiese, ma anche miti e leggende che si intrecciano inesorabilmente ad alcuni dei suoi monumenti più famosi.

Come quelle che aleggiano intorno alla figura di don Raimondo di Sangro principe di San Severo e alla Cappella che ne porta il nome.

Situata in pieno centro storico, la cappella nasconde opere sorprendenti che ancora oggi non mancano di suscitare dubbi e interrogativi nei visitatori.

Il principe Raimondo era uno studioso e, pare, maestro esoterico, tanto stimato che persino il Conte Cagliostro volle rendergli omaggio.

Ecco perchè le opere all’interno della cappella, capaci di suscitare uno stupore che va ben al di là dell’ammirazione per il talento artistico, han fatto pensare ad un esperimento di occultismo a più di un visitatore.

Partiamo dalla cavea sotterranea: le sconvolgenti ‘macchine anatomiche’ qui esposte sono davvero due ‘semplici’ riproduzioni di corpi umani? Gli scheletri di un uomo e di una donna sono avviluppati da un intrico di vene arterie ricreati in cera d’api. L’impressione che se ne riceve è talmente vivida che è difficile non pensare alla leggenda che vuole trattarsi di due servi del principe su cui sia stato esercitato un esperimento di solidificazione del sangue.

Ma è nella navata centrale che si trova l’opera più conosciuta della cappella: il Cristo Velato.

Cristo velato
Cristo velato

L’opera, realizzata da Giuseppe Sanmartino nel 1753, è un tale capolavoro che il famoso scultore Antonio Canova dichiarò che avrebbe dato 10 anni di vita pur di scolpire un’opera così.

La finezza e la delicatezza con cui è realizzato il sudario ha portato molti a sospettare che oltre alla metallizzazione del sangue il principe avesse imparato anche a marmorizzare i tessuti.

La Cappella San Severo appare come un tempo iniziatico pensato come luogo di sviluppo interiore.

Sembra confermarlo anche la lapide posta sull’ingresso laterale, che in realtà era proprio l’ingresso da cui si era soliti accedere alla cappella. Un monito a cogliere l’occasione della visita come momento di crescita attraverso la visione delle opere in essa contenute. “Quando avrai reso gli onori dovuti, pensa seriamente anche a te, profondamente rifletti e va’ pure”.

 

Dove dormire

Per visitare la Cappella San Severo si può soggiornare in uno dei migliori hotel del centro storico di Napoli che si trova a pochi minuti a piedi di distanza.

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