La Basilica di San Pietro e la serratura magica

La Basilica di San Pietro e la serratura magica


A volte i miei titoli sembrano quelli di racconti e non di recensioni di viaggio, ma penso che la vita, in fondo, sia come il romanzo di un viaggio affascinante, in cui c’è un inizio, uno svolgimento e una fine. Per cui, per quanto opinabile possa essere la mia scelta, ha un senso, almeno per me.

La meta che ho scelto per l’articolo di oggi è curiosa e allo stesso tempo insolita, perchè poco conosciuta sia dai turisti che dagli italiani (e nello specifico dagli stessi romani) e, stranamente, non è ancora stata inclusa nelle guide di viaggio. Da una parte, forse, meglio così: può conservare il velo di mistero che circonda la sua posizione precisa.

Sto parlando della serratura da cui si vede perfettamente San Pietro, a Roma. Non si tratta di una leggenda, ma di una vera e propria serratura che permette di vedere, in mezzo ad un’arcata di alberi, la Basilica, la cui posizione centrale rispetto agli alberi continua a lasciare nel dubbio i turisti che si chiedono se quella perfetta armonia sia stata voluta appositamente o se si tratta di una pura e semplice coincidenza.

Questo, sinceramente, non lo so, e non voglio neanche andare a cercare su internet la vera motivazione, perchè rovinerei parte del fascino che ha questo posto particolare.

Mi è capitato più volte, mentre passeggiavo davanti alla Fontana di Trevi, gustandomi uno squisito gelato alla cannella preso alla gelateria all’angolo, di imbattermi in turisti stranieri che mi chiedevano dove si trova questa serratura, il “keyhole” che ha conquistato letteralmente tutti, proprio perchè non viene data un’indicazione specifica come può averla la Bocca della Verità, ad esempio.

Mi viene da ridere pensando che si cerchi una serratura così come si può cercare l’insegna per San Pietro o per il Colosseo. Non si tratta infatti di un imponente monumento o di un antico edificio, ma di un semplice, vero e proprio buco usato dai proprietari del palazzo come serratura del cancello in cui venivano infilate le chiavi per entrare. D’altra parte, però, è anche vero che è praticamente quasi impossibile che uno, dalla serratura di casa sua, possa godere di una vista del genere.

La serratura in questione appartiene alla Villa del Priorato di Malta, che si trova sul Colle dell’Aventino, poco dopo il Giardino degli Aranci. Si tratta della sede storica del Gran Priorato di Roma dei Cavalieri di Malta, oggi conosciuto con il nome di Sovrano Militare Ordine di Malta, lo stesso ordine a cui parteciparono i Crociati in Terrasanta.

La piazzetta lì davanti, ristrutturata nel 1765 per opera del Cardinal Rezzonico, nipote di Clemente XIII, è semplicemente straordinaria secondo me, e vederla così gremita di gente curiosa pronta a scattare foto ricordo della vista della Basilica, e turisti titubanti che si guardano intorno alla ricerca della famosa “serratura de Roma che te fa vedè San Pietro”, la rende ancora più grandiosa.

Proprio da quel buco, una persona alla volta può ammirare San Pietro, cercando di godersi il panorama, mentre si cerca di mettere a fuoco l’obiettivo per immortalare uno scatto degno di pubblicazione su internet. Il momento migliore, secondo me, è ovviamente il tramonto, specie d’estate, quando il cielo ha quei colori divini che, dato il contesto, si sposano perfettamente con la chiesa. Ma è uno spettacolo anche d’inverno, con gli alberi innevati, che offrono alla Basilica una cornice decisamente unica nel suo genere.

Occorre ovviamente camminare molto per raggiungere il Colle, il che implica un abbigliamento consono e scarpe da ginnastica comode, per evitare calli e l’eventuale fango per strada, specie se vi avviate dopo che ha piovuto. Sarebbe quindi stupido indossare sandali o infradito, quindi regolatevi di conseguenza. Sebbene la strada sia lunga e anche in salita, lo sforzo ne varrà la pena, quindi, ritagliatevi una mezza giornata all’insegna di una visita fuori dal normale in una delle più belle e misteriose città di Italia, per scoprirla sotto un altro punto di vista o, per dirla con un gioco di parole, per vederla in chiave diversa.

Krizia Ribotta

Giornalista freelance laureata in traduzione. Giovane 26enne con la passione per la scrittura e l’informatica, da anni collabora con siti, testate giornalistiche e blog in qualità di copywriter e traduttrice.

Leave a Reply