Il fascino selvaggio dell’Asinara, l’isola che “non c’era”

Il fascino selvaggio dell’Asinara, l’isola che “non c’era”

C’era una volta un’isola, anzi, non c’era. L’Asinara ha una storia davvero singolare, per tantissimi anni, infatti, l’accesso all’isola è stato vietato. Intorno alla metà del ‘500, per volere di re Umberto I, divenne una colonia penale agricola e una stazione sanitaria di quarantena. Da allora, i 52 km2 di territorio furono preclusi al pubblico e destinati a ospitare chi doveva scontare gravi pene. Dagli anni ’70 la colonia penale diventa un carcere di massima sicurezza e cadono le ultime speranze di sardi e turisti di poter visitare l’isola che, a detta di chi aveva avuto l’opportunità di vederla, ha paesaggi unici e una natura ancora selvaggia e incontaminata. Effettivamente l’essere rimasta inaccessibile, se non al personale autorizzato, per 115 anni ha avuto anche il suo risvolto positivo, facendo si che l’ecosistema in questo spot di rara bellezza si mantenesse praticamente inalterato nel tempo.

Oggi l’Asinara è diventata un Parco con area marina protetta, un luogo che sembra materializzarsi dal nulla, decontestualizzato dal resto del paesaggio che, evidentemente, è stato trasformato dall’azione umana, come per esempio Stintino e i territori adiacenti che, nella stagione estiva, pullulano di turisti e di strutture ricettive di eccellente livello. L’Asinara, al contrario, è come una foto di un luogo senza tempo. Importantissima dal punto di vista naturalistico, è ancora oggi la sede riproduttiva di tantissime specie di vertebrati, come la preziosa pernice sarda e l’ancor più celebre asinello bianco. La flora non è da meno, sono ben 616 le specie spontanee presenti sull’isola.

Raggiungere l’Asinara oggi è molto semplice, basta prendere un traghetto per la Sardegna e poi scegliere tra le varie escursioni che partono da Porto Torres e Stintino. Si potrà così conoscere uno dei territori più belli di tutto il Paese, con le sue spiagge bianche e le acque cristalline, sormontate da aspre rocce che si tuffano nell’acqua come imponenti animali d’altra epoca. Nell’area del Parco si possono praticare tante attività, tra cui trekking ed escursioni a cavallo, tra i profumi e i colori della macchia mediterranea. Si può naturalmente fruire delle meravigliose spiagge incastonate in piccole calette, come Cala Oliva, dove è consentita la balneazione e lo snorkeling.

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