Il Cimitero Acattolico di Roma

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(Il Cimitero Acattolico e la Piramide Cestia. Fonte spazioliberocoop)

All’ombra della Piramide di Caio Cestio si trova un luogo insolito e nascosto dove riposano le anime di quegli stranieri, e non solo, che hanno vissuto e profondamente amato la città di Roma durante i secoli passati. Tutto ebbe inizio nel 1716 anno in cui papa Clemente XI diede il permesso di seppellire i membri della Corte Stuart in esilio dall’Inghilterra proprio di fronte alla Piramide. Il permesso fu poi esteso anche ad altre persone non cattoliche, molte delle quali erano proprio i giovani che giungevano a Roma per il famoso Grand Tour. In precedenza infatti, secondo le normative della Chiesa Cattolica, ai Protestanti era stata preclusa la sepoltura in chiese cattoliche o in terre consacrate.

La tomba più antica, di cui si sono trovate tracce grazie agli scavi qui condotti nel 1929, è quella di tal George Langton, un signorotto inglese laureatosi ad Oxford. Fu però tra il 1738 e il 1822 che trovarono sepoltura all’interno di questo particolarissimo cimitero più di sessanta persone. E i nomi noti sono moltissimi: artisti, scrittori, studiosi e diplomatici. Le tombe più amate dai visitatori sono quelle dei poeti inglesi John Keats e Percy Bysshe Shelley; del figlio di Goethe; di Antonio Gramsci e del pittore russo Karl Brullov.

Rome's Non Catholic Cemetery, The Final Resting Place Of Poets Shelley And Keats

(L’interno del Cimitero. Fonte ilPost)

Ma ve ne sono molte altre degne di nota, sia per via dei loro occupanti, sia per il valore artistico delle tombe stesse. E’ qui sepolto per esempio anche Carlo Emilio Gadda, il romanziere detto il Grande Lombardo poiché nato a Milano: fu colui che introdusse infatti il gergo tecnico, il dialetto e il gioco di parole. E ancora Amelia Rosselli, poetessa italiana nata a Parigi. La fanciulla studiò in Francia, in Inghilterra (sua madre era inglese) e negli Stati Uniti durante l’esilio della sua famiglia nel periodo fascista. Tornando in Italia nel 1946, intraprese la carriera letteraria e iniziò a studiare musica nel tempo libero. La sua prosa e i suoi versi sperimentali sono scritti in inglese, francese e italiano; fu anche compositrice musicale. Curiosa e interessante è la tomba di Sarah Parker Remond, dottoressa afro-americana. Cresciuta a Salem nel Massachusetts, in una famiglia attiva nel movimento per l’abolizione della schiavitù, partecipò a molte conferenze e raccolse fondi a tal fine, tanto che nel 1858 fu invitata in Gran Bretagna per parlare pubblicamente contro la schiavitù. Non tornò mai negli Stati Uniti e si trasferì a Firenze nel 1866, dove studiò e praticò la professione medica per vent’anni. Ed è impossibile poi trattenere la commozione dinnanzi all’opera più bella e famosa di tutto il cimitero: L’Angelo del dolore.

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(L’Angelo della Morte. Fonte artedelavida)

La scultura fu realizzata dallo scultore americano William Wetmore Story in onore della moglie Emelyn. Fu terminata prima della sua stessa morte e quindi oggi l’Angelo è la pietra funebre della coppia e del loro figlio Joseph, morto a Roma ancora giovane. L’angelo è inginocchiato davanti ad un piedistallo, con la testa appoggiata sul braccio, mentre piange con il volto nascosto. La sua mano pende impotente oltre il fronte del basamento e la curvatura delle dita, così ben delineata, conferisce un’incredibile sensazione di tristezza e di vuoto all’intera parte frontale della scultura. Alcuni fiori di pietra sono sparsi sulla base come se l’angelo li avesse fatti cadere, attanagliato dal dolore in un momento di sconforto. Anche le ali, che normalmente si ergerebbero alte, diritte e fiere, sono tristemente curve, piene di grazia, sulla schiena, dando l’impressione che l’angelo abbia ormai perso ogni speranza. Il corpo si è come abbandonato totalmente al suo dolore e la sensazione che trasmette l’opera è di straziante umanità. All’ombra della Piramide quindi si trova realmente un luogo di straordinaria pace e incanto che merita una visita una volta giunti in città.

Autore: L’Asino d’Oro Associazione Culturale

 

 

L'Asino d'Oro

L’Associazione Culturale “L’Asino d’Oro” nasce nel 2013 dall’incontro di tre giovani archeologi con la passione per Roma e l’Antico Oriente. Organizziamo ogni giorno visite guidate e passeggiate per andare alla scoperta di tutti i tesori artistici della Capitale, perché crediamo moltissimo nella promozione e nella diffusione della cultura.

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