IDRIJA, I TESORI (E I SAPORI) DI UNA CITTADINA IN MEZZO AI BOSCHI

A prima vista Idrija può sembrare “solo” un piccolo, delizioso borgo di montagna incastonato fra colline boscose e alte cime alpine. Uno di quei luoghi speciali — soprattutto per chi di noi è abituato a vivere in città — dove il genere umano pare il timido ospite di una natura che incombe e lo abbraccia, al contempo imponente e benevola, misteriosa e bellissima.

 

Ma Idrija riserva molte sorprese, e tesori nascosti. Per secoli ha dovuto la sua fama (non soltanto in Slovenia, ma in Europa e nel mondo) alla sua miniera di mercurio. Che oggi fa parte del Patrimonio culturale dell’umanità dell’UNESCO. Un sito dal fascino elementale, e da dove un tempo veniva estratto uno dei metalli più enigmatici che ci sia in natura: il mercurio; che essendo liquido anche a temperatura ambiente, e di colore grigio luccicante, era volgarmente chiamato “argento vivo”. Nell’antica Cina si pensava che avesse proprietà benefiche e curative, e gli alchimisti medievali lo tenevano in gran conto. Ma fu la sua utilità nei processi di estrazione dell’oro a decretarne il successo commerciale.

La miniera di mercurio di Idrija fu scoperta agli sgoccioli del XV secolo. Ciò trasformò il paesino in un autentico “El Dorado” europeo, dato che il mercurio veniva spedito nelle miniere d’oro del Nuovo Mondo, quelle che fecero la gloria e la potenza dell’Impero spagnolo. Fu un vero e proprio boom: quella di Idrija era la seconda miniera di mercurio più grande del mondo, la batteva solo la miniera di Almadén, nella regione spagnola di Castiglia-La Mancia. Ancora oggi, sotto questo tranquillo borgo si snodano oltre 700 chilometri di gallerie (in pratica, la distanza fra Roma e Napoli) fino a una profondità massima di 380 metri.

L’attività di estrazione del mercurio è stata interrotta molto tempo fa, ma data l’importanza di quel periodo per Idrija, è doveroso visitare il museo civico ospitato nel bel castello Gewerkenegg, dove per oltre quattro secoli ebbe sede l’amministrazione della miniera. O scendere nell’Antonijev rov, la Galleria d’Antonio, uno dei più antichi ingressi a una miniera ancora preservati in Europa, e visitarla grazie al programma da un’ora e mezza che illustra gli antichi strumenti di lavoro, i vagoni usati all’epoca per trasportare il materiale, e la dura vita dei minatori.

In sostanza, Idrija è una meta incantevole per chi ama visitare i luoghi in cui storia umana e natura si intrecciano da secoli; per gli amanti delle atmosfere autentiche e genuine; per chi sogna di svegliarsi la mattina e respirare a pieni polmoni aria pulita e profumata di bosco. Oltre al patrimonio storico e culturale della cittadina, infatti, nei dintorni di Idrija abbondano itinerari per fare lunghe passeggiate, e sentieri per pedalare in mezzo alla natura.

Ad esempio il Geoparco di Idrija, con meravigliosi paesaggi a cavallo tra il mondo alpino e quello carsico. O la pista ciclabile dell’Altipoano di Vojsko, un percorso di 35 chilometri lungo il quale si trovano anche numerose attrazioni storico-culturali, come la tipografia partigiana Slovenija e i resti della strada romana di Drviše. O il percorso verso il monumento dove un tempo sorgeva l’ospedale partigiano di Pavla, raggiungibile con mezz’ora di cammino dal centro di Idrija. Oppure l’affascinante e misterioso Divje jezero, che tradotto in italiano significa “lago selvaggio”. Un suggestivo specchio d’acqua celato nel bosco e protetto da alte pareti di roccia.

E dato che, si sa, l’aria di montagna e l’attività fisica fanno sempre venire una gran fame, è il momento di dirvi anche che, grazie alla sua ricca tradizione culinaria, a Idrija si mangia benissimo! In primis alla trattoria Barbara che sorge proprio nell’ambiente accogliente e ricco di storia della Casa dei minatori, una delle attrattive principali della cittadina. Il nome della trattoria non è un caso: Santa Barbara è la protettrice dei minatori. I suoi gestori, Urban Jelovčan e Dejan Lidijan, hanno elaborato un’offerta gastronomica unica e profondamente legata all’eredità culinaria della zona di Idrija.

Ad esempio la smukavc, una zuppa ricca e cremosa preparata con le foglie esterne dei cavoli, patate, soffritto d’aglio e strutto con ciccioli. E i famosissimi žlikrofi, i tortelli tipici di Idrija fatti a mano seguendo una ricetta antichissima, e dalla caratteristica forma a cappello. Di solito sono ripieni di patate, erba cipollina e pancetta affumicata, ma ora la trattoria Barbara ha lanciato un esperimento del tutto originale: gli žlikrofi dolci!

Un dessert prelibato e un gustoso omaggio alla tradizione… e al cioccolato. Ne troverete due versioni: la prima al cioccolato bianco con ripieno di pera, la seconda al cioccolato nero con ripieno di mirtillo. Tutte e due davvero fantastiche! Oltre alle sue specialità culinarie, la trattoria però è anche una pensione, una sistemazione comoda e accogliente per trascorrere qualche giorno alla scoperta dell’affascinante storia, e dei magnifici dintorni, di Idrija.