GLI ANTICHI ABITANTI DELLE KASBAH DEL SUD DEL MAROCCO

GLI ANTICHI ABITANTI DELLE KASBAH DEL SUD DEL MAROCCO

Gli antichi abitanti delle Kasbah del sud del Marocco – le tipiche costruzioni di roccaforti in cemento tradizionale fatto in pisé,  un impasto di fango e paglia –  rappresentano quanto di più multietnico e variegato possa  offrire una moderna metropoli:

o   i berberi, di abitanti originari del paese che rappresentano i due terzi della popolazione e che si convertirono all’Islam con la colonizzazione araba. Alcuni tra di loro si mescolarono agli arabi tramite contratti di matrimonio, altri si rifugiarono sulle montagne dove costituirono dei piccoli villaggi, i tipici agglomerati di villaggi berberi che oggi costeggiano le montagne dell’Alto Atlante o le colline intorno alle Kasbah;

o    gli arabi che per la maggior parte sono originari dei soldati delle invasioni degli Banu Hilal nella seconda metà dell’XI secolo.  Questi invasero le campagne convincendo una parte di berberi ad unirsi a loro e costringendo gli altri a trovare rifugio nelle montagne.  Di questi alcuni soldati arabi si installarono nelle pianure per dedicarsi alla pastorizia, innescando così un processo di “Bedunizzazione” che segnò il passaggio delle popolazioni indigene berbere arabizzate ad un modello di vita pastorale a scapito dell’agricoltura sedentaria;

o    gli ebrei la cui presenza in Marocco è molto antica: si dice che la lenta e continua emigrazione verso il Marocco ebbe inizio a seguito della distruzione del tempio da parte dei babilonesi nel 586 a.C. ed ebbe un grande incremento dopo l’espulsione dalla Spagna nel 1493.   Gli ebrei marocchini si amalgano molto bene con la popolazione oriunda e hanno un potere rilevante nella società. A dimostrazione di ciò il fatto che in tutte le città del Marocco le cosi dette mellah, cioè il quartiere ebraico, sono parti molto importanti e rappresentative della città. Gli ebrei che si dedicavano essenzialmente all’artigianato ed erano i consiglieri dei governatori. Forse uno degli esempi più riusciti di una felice convivenza giudaico-araba. Con la nascita di Israele moltissimi ebrei emigrarono e oggi il numero degli ebrei è considerevolmente ridotto. La presenza giudaico araba si attesta in Marocco per quasi 12 secolo:  l’eredità della presenza degli ebrei ha lasciato una grande ricchezza artigianale perché gli ebrei erano specializzati in numerose tecniche fra cui la ceramica, le stuoie intrecciate, le bardature, i gioielli di oggetti di ferro, legno, e ottone che ancora oggi si ritrovano nelle oasi;

Nomad singer slide

o    un’altra minoranza è rappresentata dagli Haratine, tra i più antichi abitanti del Marocco sono popolazioni protoberbere che si mescolarono agli schiavi neri della tratta orientale. Erano ridotti in schiavitù come contadini delle oasi. Oggi i discendenti degli haretini si occupano dei giardini delle oasi, e sono caratterizzati da una carnagione molto scura.

Desert caravan slideo   I nomadi del deserto: si trovano per lo più nelle zone del deserto del Sahara e sono genericamente chiamati Sarahoui (da non confondersi con la denominazione degli abitanti del Sahara Occidentale che ha invece una connotazione più politica). Popolazioni provenienti dal deserto del Sahara di cui seguirono le piste carovaniere che partivano dal Mali. Alcuni di loro hanno infatti origini Touareg e si identificano con il caratteristico abito “blu” del deserto, la gandora. Oggi sono sedentarizzati e sono per lo più occupati nel settore del turismo escursionistico in fuoristrada e 4×4 nel deserto.

 A dimostrazione di questo grande miscuglio di etnie e migrazioni le principali città del  sono suddivise in diversi quartieri rappresentativi dei principali gruppi etnici: l’arabo, berbero, beduino, haratine.

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