Costigliole Saluzzo e il fascino del Medioevo

Costigliole Saluzzo e il fascino del Medioevo

Costigliole Saluzzo, comune di 3305 abitanti in provincia di Cuneo, trae il suo nome dal latino costeolae, ovvero le basse propaggini del Monte Pagliano su cui sorge. Recenti scavi hanno portato alla luce tracce della città già all’età Romana, e studi storici hanno documentato lo stanziamento di tribù celtiche in età antica. Nonostante ciò, purtroppo, non si ha nessuna notizia certa sulla sua esistenza fino all’inizio del XII secolo.

La città, in epoca medievale, godeva di fama e prestigio e, per via della sua importanza, era invidiata dagli altri feudi della zona, che volevano copiare la sintonia che si era creata tra i signori e il popolo. Capitava spesso, infatti, che ci fossero delle tensioni tra chi deteneva il potere e chi non aveva altra scelta che obbedire ed attenersi alle leggi. Ancora oggi è rinomata proprio per i tre castelli medievali che sovrastano il borgo e costituiscono un complesso di edifici dal grande valore ambientale e storico.

Il Castello Rosso, immerso in un parco all’inglese, era la residenza principali dei signori, ed era un luogo molto desiderato dagli altri signori del Marchesato di Saluzzo, per via delle tracce artistiche presenti negli affreschi risalenti all’età rinascimentale.

Il Castellotto fino al Seicento è stato roccaforte di difesa della città, poi, progressivamente, è stato trasformato in un’elegante dimora signorile. Attualmente è adibito ad abitazione privata che ospita, durante il periodo natalizio, la rappresentazione sacra del Presepio Vivente.

Il Castello Reynaudi, infine, è il primo fortilizio costruito nell’area, e deve il nome ad uno degli ultimi proprietari. Distrutto nel 1487 dal duca Carlo I di Savoia durante uno dei numerosi conflitti tra il ducato di Savoia e il Marchesato di Saluzzo, venne ricostruito nel 1627.

Costigliole è inoltre conosciuta per i numerosi palazzi che, a partire del Settecento, alcune importanti famiglie fecero costruire come residenze di villeggiatura. Grazie al clima mite, molte di esse vennero usate soprattutto d’estate, quando i signori potevano godere dei prodotti ortofrutticoli e vitigni, in particolare del Quagliano, uno dei migliori vini della provincia cuneese. I suoi frutti, di buccia sottile e tenera, infatti, gli conferiscono una posizione privilegiata tra i rari vini da dessert dal sapore fresco, dolce e fruttato.

Particolare la localizzazione della parte storica del paese, adagiata sulla collina dominata dai castelli e dalla chiesa parrocchiale di fine Quattrocento.

Nel Seicento, le numerose carestie e ondate di epidemie decimarono il borgo e ne segnalarono il declino, che avvenne poco dopo per mano delle truppe francesi in ritirata, che lo rasero al suolo. In seguito alla ricostruzione, sono stati ritrovati alcuni oggetti di valore, tra cui un affresco nella cripta della chiesa parrocchiale. L’opera sembra essere di Hans Clemer, lo stesso pittore che affrescò la celebre Madonna con il Bambino negli interni del Castello Rosso.

Un altro edificio che merita di essere visitato è il Palazzo Giriodi di Monastero, attuale sede del Comune, che venne edificato intorno al 1740 sotto la direzione dell’architetto Bernardo Antonio Vittone. Tutt’oggi rappresenta uno dei più bei esempi di architettura barocca settecentesca piemontese, insieme al Palazzo Sarriod De La Tour, attuale sede della biblioteca comunale.

Krizia Ribotta

Giornalista freelance laureata in traduzione. Giovane 26enne con la passione per la scrittura e l’informatica, da anni collabora con siti, testate giornalistiche e blog in qualità di copywriter e traduttrice.

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