California e Arizona in chiave naturalistica

California e Arizona in chiave naturalistica

Gli Stati Uniti non sono sinonimo solo di città che non dormono mai, inseguimento del sogno americano e cinema hollywoodiano. Fortunatamente me ne sono accorta in tempo e, durante uno dei miei viaggi in California e in Arizona, ho visitato due stupendi parchi nazionali, di cui mi ero tanto innamorata guardando le immagini sulle cartoline o sulle riviste di viaggi.

Iniziamo dall’Arizona: il mio volo HoustonPhoenix è stato puntuale e, una volta recuperati i bagagli, mi sono messa alla finestra dell’aeroporto a guardare il paesaggio fuori. Una meraviglia, che meritava ovviamente di essere catturata dalla mia fotocamera.

Il mio soggiorno è stato breve ma intenso, e lo testimonia il fatto che non solo ho potuto ammirare una delle sette meraviglie del mondo, ma l’ho visitata. Si tratta del Grand Canyon, il parco nazionale formatosi dall’erosione della roccia da parte del fiume Colorado che, strato dopo strato, ne ha consumato le pareti formando un canale che in alcuni punti arriva a raggiungere la profondità di 1800 metri.

Per raggiungere il Canyon, si percorre la Arizona State Route 64, che porta alla “south entrance”, ovvero l’accesso principale. É inutile scrutare il Canyon per cercare il fondo della valle: non la si trova, talmente il posto é immenso. Come si arriva in prossimitá della gola profonda, se il tempo non é troppo caldo, si puó percepire una leggera brezza che sibila all’orecchio, mentre la pelle d’oca sulle braccia riesce a dare un tocco di unicitá a quel posto cosí misterioso ed affascinante.

Il caldo dopo un po’ inizia a farsi sentire, é inevitabile, e l’acqua che ci si porta dietro non é mai a sufficienza. Il cappello ripara dai raggi cocenti del sole che impediscono di vedere chiaramente in lontananza. Ma poco importa, in quanto si tratta di un’esperienza che si deve assolutamente provare almeno una volta nella vita. Poter dire di essere stata nel Grand Canyon? Sí, e lo consiglio a tutti.

Arrivata in California, mentre ero sul Golden Gate a San Francisco, ho conosciuto un gruppo di ragazzi dell’est con cui ho iniziato a parlare e scattare le foto di rito. Mi hanno chiesto se mi andava di seguirli allo Yosemite National Park. Ovviamente ho accettato, sapendo che si tratta di un parco naturale a dir poco stupendo, che si estende su una superficie di 3000 km², fino ad incontrarsi con la catena montuosa della Sierra Nevada. Dopo aver affittato una macchina, seguendo le indicazioni siamo arrivati all’ingresso del parco, dove troviamo un ranger, simile a quelli che si vedono nei film, ci dá il benvenuto consegnandoci una mappa della zona e facendoci pagare la “fee”, cioé la tassa d’ingresso, di 20 dollari.

Attraversando il territorio per circa 15 minuti, si arriva in una vallata che, a primo impatto, sembra assolutamente irreale, visto il contesto in cui é inserita: montagne di granito da cui scendono cascate e cerbiatti che pascolano tranquillamente bevendo l´acqua. Un quadretto idilliaco che Leopardi avrebbe saputo descrivere accuratamente, suscitanto l’interesse dei lettori.

I sentieri che possono essere percorsi sono molti, e ci si puó attenere alla mappa, seguire le indicazioni dei cartelli oppure si puó consultare il sito yosemitehikes.com, che offre percorsi alternativi meno conosciuti e non scritti nelle guide turistiche, ma sempre e comunque interessanti. D’altronde se lo Yosemite é frequentato da piú di 3 milioni di persone ogni anno, un motivo ci deve ben essere…

Krizia Ribotta

Giornalista freelance laureata in traduzione. Giovane 26enne con la passione per la scrittura e l’informatica, da anni collabora con siti, testate giornalistiche e blog in qualità di copywriter e traduttrice.

Leave a Reply