Alla scoperta della Valle del Chianti

Alla scoperta della Valle del Chianti

Se avete visitato già più volte la Toscana e cercate un itinerario diverso da quello che comprende la solita Firenze o Pisa, e se amate il vino almeno quanto lo amo io, allora seguite i miei consigli e trascorrete un week-end da capogiro, nel vero senso della parola.

Io ho avuto la fortuna di viaggiare in camper, come nella maggior parte dei miei giri, perchè mi piace organizzarmi all’ultimo minuto o cambiare idea su un itinerario già prestabilito. Prenotando un albergo o un bed and breakfast questo non è possibile, quindi ecco che chiamo in soccorso il mio inseparabile compagno di viaggio che come me è uno spirito zingaro.

La prima tappa sarà Montefioralle, che la guida turistica ci segnala essere uno dei borghi più belli d’Italia. Situato su un’altura, domina non solo il fiume Greve sottostante ma l’intera valle, per via del suo fascino medievale e del suo carattere austero. Il paese, infatti, è nato e si è sviluppato intorno al castello fortificato, come testimoniato dalle due cerchie di mura che racchiudevano le case, tra cui quella di Amerigo Vespucci.

Contrassegnata da una vespa e dalla lettera V, la sua dimora natale si distingue abbastanza immediatamente se vi concedete una tranquilla passeggiata lungo la strada ad anello, prima di spostarvi a Panzano, che si trova più in basso. Lungo la strada denominata dei Poggi, che percorre tutta la collina, avrete la possibilità di ammirare e fotografare dei paesaggi davvero incantevoli a qualsiasi ora della giornata, sia nelle calde ore mattutine, come ho fatto io, che al tramonto.

Essendo quasi ora di pranzo, ho fatto tappa in questa cittadina di cui avevo sentito parlare bene da un amico per via di una strana macelleria. Seguo le indicazioni del tom-tom e parcheggio abbastanza vicino al negozio. L‘Antica Macelleria Cecchini è gestita dall’omonima famiglia, in particolare da Dario che da 35 anni se ne dedica con molta passione e un pizzico di creatività. Avete mai sentito parlare di una macelleria in cui potete tranquillamente consumare pranzo? Ebbene sì, qui si può, in quanto viene messo a disposizione dei turisti un tavolo comune e Dario serve un menù fisso di sei portate di carne e verdure. E’ possibile portarsi da casa il proprio vino, o consumare la bottiglia appena comprata in qualche enoteca. Questo mi ricorda indubbiamente gli Stati Uniti, dove spero di tornare presto… ma non ho tempo per perdermi nei meandri dei miei pensieri, la pausa pranzo è terminata e mi avvio verso la cassa per pagare.

Per smaltire i quintali di cibo consumato, visito la Pieve di San Leolino, uno dei più bei esempi di stile romantico risalente al XII secolo. Ricco di opere d’arte, accogliente e con l’interno perfettamente conservato.

Prima di lasciare il borgo non posso non fare una toccata e fuga al Castello di Panzano, le cui torri, a seguito di una sconfitta durante le guerre tra Firenze e Siena per il controllo del Chianti, sono state abbassate, o meglio “scapitozzate”, in dialetto.

Torno quindi a Firenze, perchè ho appuntamento con un docente universitario presso il Centro di Studi Danteschi per la mia tesi, che poteva trattare di cosa, se non della Divina Commedia?

Krizia Ribotta

Giornalista freelance laureata in traduzione. Giovane 26enne con la passione per la scrittura e l’informatica, da anni collabora con siti, testate giornalistiche e blog in qualità di copywriter e traduttrice.

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