Abbuffarsi a New York con meno di 10 dollari? Yes, you can

Quest’articolo lo dedico a tutti coloro che, come il mio ragazzo, hanno speso fior di dollari per mangiare a New York. Ecco alcuni trucchi per abbuffarsi letteralmente spendendo praticamente nulla. Ovviamente evitate i locali come Fridays, a Time Square, dove un piatto classico, con hamburger e patatine, e una birra vi costa la bellezza di 35 dollari.

Procediamo con ordine, dal mattino, e vediamo cosa scegliere per colazione. Non si può rinunciare ai donuts (per i meno esperti si tratta di quelle ciambelle fritte zuccherose che fanno tanto impazzire Homer Simpson). Oltre ad essere un surrogato di zucchero e glassa appiccicosa, sono anche un concentrato di energia, un modo per iniziare la giornata alla grande, specie se si vuole camminare molto. Prima tappa quindi Dunkin’ Donuts, dove potete scegliere il vostro gusto preferito, ad esempio, cioccolato, crema e fragola. Se siete ingordi come me, c’è l’opzione delle scatole, da 8 o 10 pezzi, così non avete l’imbarazzo della scelta e li potete provare tutti. Per chi è negli Stati Uniti per la prima volta, suggerisco una toccata e fuga da Doughnut Plant, il re dei donuts, dove una ciambella costa sui 2-3 dollari, ma è un must, assolutamente.

Arrivati all’ora di pranzo o di cena, concedetevi una pausa dagli innumerevoli giri, ma restate comunque all’aria aperta, gironzolando per guardare le vetrine dei negozi. La soluzione più cheap è il classico pranzo on-the-go, ovvero mangiare qualcosa ad uno dei chioschi che pullulano in città. Occhio a quale scegliete, in base anche alla posizione in cui vi trovate: alcuni sono sì convenienti, come quelli che offrono hot dog per .99 cent o 1 dollaro, altri, invece, meno, perchè i prezzi partono dai 2.50 dollari per un semplice hot dog, senza salse, condimenti o cipolle, niente di niente. Ce n’è uno niente male davanti al Carnagie Hall, sulla Settima (7th Ave), dove, con meno di 3 dollari ve lo danno bello farcito con praticamente tutto.

Se siete in due o avete particolarmente fame, optate per le l’offerta anticrisi. 2 hot dog e una bibita a soli 4-4.50 dollari. Se non li avete mai provati, concedetevi un peccato di gola dal famoso Gray’s Papaya, ma non aspettatevi di trovare degli hot dog grandi: sono in formato abbastanza mignon, contrariamente a quanto si dice e si vede nei film.

Se non siete amanti del maiale, optate per i prezles, le centrifughe di frutta che riempiono parecchio, oppure, se non potete fare a meno degli hamburger, andate allo Shake Shack, a Madison Square Park. Con 8.75 dollari, oltre al piatto squisito con tanto di patatine incredibilmente gustose e croccanti e la maxi bibita che non riuscirete mai a finire, godete di una super vista dell’Empire, che vi assicuro merita davvero, specie al tramonto o alla sera verso le 20. L’unico neo? La lunga coda che si forma davanti al chiosco, a sottolineare l’alta qualità del posto. Certo, visto che si mangia all’aperto, forse se siete a New York a dicembre, quando ci sono -7 gradi, forse non è proprio il massimo… ricorrete allora al classico McDonald’s o Burger King, convenienti ed abbordabili.

Se invece vi viene un’irrefrenabile voglia di pizza, beh, avete l’imbarazzo della scelta. Ad ogni angolo trovate uno o più posti dove vendono le slices (in America la pizza è venduta a fette e non a pezzi) e il prezzo varia da 1.50 a 4 dollari, quindi, se si è almeno in 2, conviene prenderne una intera. Oppure, trovate uno di quei 99 cent pizza, dove, come suggerisce il nome, una fetta la pagate veramente meno di un dollaro. Incredibile ma vero.

Ci sono diverse locazioni, tra cui quelle sulla 43esima (43rd Street), sulla Nona (9th Ave), sulla Sesta (6th Ave), sulla Broadway, o a Lexington Avenue. Cercate su internet (il wi-fi, compreso quello gratuito, è offerto in tutta la città) il punto più vicino a voi e potrete prendere una maxi pizza (formato famiglia) per soli 8 dollari.

Krizia Ribotta

Giornalista freelance laureata in traduzione. Giovane 26enne con la passione per la scrittura e l’informatica, da anni collabora con siti, testate giornalistiche e blog in qualità di copywriter e traduttrice.