A passeggio per Milano: l’inganno di Santa Maria presso San Satiro

Su I Diari delle Scimmie, un giro nel capoluogo lombardo, oltre EXPO, alla scoperta dell’inganno prospettico di Bramante

Milano è d qualche mese tra le mete più gettonate, attirando visitatori da ogni angolo del pianeta incuriositi e affascinati dalla grande manifestazione di EXPO. Dopo passeggiato tra i vari padiglioni provando gli sfiziosi e spesso insoliti cibi proposti (mai sentito parlare del croccoburger?), destreggiansi, ahimè, tra le più o meno lunghe code di attesa, vale la pena dedicare un po’ di tempo alla visita della città di Milano.

Il Duomo, ovviamente, non può che essere al primo posto dell’itinerario turistico, ma la città ha molto altro da offrire, tra parchi e capolavori artistici. Sul blog I Diari delle Scimmie (https://idiaridellescimmie.wordpress.com/), una breve panoramica su uno dei “tesori nascosti” milanesi: Maria presso San Satiro, una chiesetta seminascosta tra le vetrine di via Torino, che ospita uno dei più sorprendenti inganni prospettici realizzato nel 1480 circa da Bramante.

Santa.Maria.presso.San.Satiro

Se dall’ingresso si osserva l’interno non sembra esserci nulla di strano, stiamo ammirando un consueto spazio longitudinale a tre navate con un transetto sormontato da cupola e una tradizionale abside circolare. E proprio qui sta la perfetta e magistrale illusione della quale ci si accorge solo quando si arriva davanti all’altare e si può “toccare con mano” rendendosi conto che dietro non si passa, c’è poco meno di un metro dal muro perimetrale.

L’abside in realtà non  esiste, è solo frutto di inganno prospettico sapientemente ideato da Bramante poiché, durante l’edificazione della chiesa, ci si rese conto che lo spazio a disposizione era insufficiente per realizzare la tribuna a causa dell’esistenza di una strada limitrofa. Così l’architetto ideò questa meravigliosa soluzione: i 9,70 metri previsti nel progetto per l’abside divennero 97 cm ma l’effetto visivo ottenuto è rimasto inalterato rispetto al progetto iniziale. Fu costruita una parete cieca e piatta creando, tra pilastri fittizi e rilievi in cotto, uno scorcio prospettico così ben architettato da simulare la profondità. Il tutto è accentuato dalla volta a botte dipinta. Come a dire, da un limite spaziale esistente può nascere un capolavoro assoluto.

 

Articolo completo al link:

https://idiaridellescimmie.wordpress.com/2015/10/22/a-passeggio-per-milano-santa-maria-presso-san-satiro/

Per altri spunti circa visite a Milano, oltre EXPO e l’alta moda:

https://idiaridellescimmie.wordpress.com/2015/04/02/la-milano-dellarchitettura-oltre-expo-e-lalta-moda/

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